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Le 4 importanti scoperte di fisica italiane del 2014

La rivista Physics World, edita dalla più importante società di fisica del mondo, ha pubblicato le dieci migliori ricerche in fisica del 2014. Tra queste, ben 4 sono Italiane.  Ecco quali sono e chi sono i ricercatori italiani che hanno ottenuto questo importante riconoscimento. In testa all’intera classifica c’è la sonda Rosetta, che il 12 novembre,  dopo un viaggio durato dodici anni ed aver percorso la bellezza di  sei miliardi e mezzo di chilometri, ha  raggiunto la cometa 67P Churyumov–Gerasimenko e sul cui suolo ha  posato il  robot Philae. Il lavoro di Philae servirà a meglio comprendere come si è formato ed evoluto il nostro sistema solare. Il contributo italiano alla missione è stato rilevante. Alla guida ci sono tre italiani: Andrea Accomazzo, Paolo Ferri e Bruno Gardini. Inoltre, i vari strumenti a bordo della sonda e del lander sono tutti di progettazione o costruzione italiana.

Un’altra ricerca premiata, la cosiddetta  immagine della ragnatela dell’Universo, ha tra gli autori tre italiani: Sebastiano Cantalupo e Piero Madau dell’Università della California a Santa Cruz, e Fabrizio Arrigoni-Battaia, del Max-Planck-Institute di Heidelberg: tre cervelli italiani scappati all’estero! Usando il telescopio Keck I, che si trova alle Hawaii, i tre ricercatori sono riusciti a individuare il bagliore fluorescente di idrogeno illuminato da una potentissima quasar  e quindi ad  ottenere la prima immagine diretta dei filamenti  di gas che si pensa connettano le galassie in una rete cosmica. Un altro dei migliori risultati per il 2014 è stato ottenuto dall’esperimento Borexino, che si trova nei laboratori dell’Istituto nazionale di fisica nucleare del Gran Sasso. Il riconoscimento è stato dato perché la collaborazione che ha realizzato l’esperimento è stata la prima a osservare i neutrini prodotti nella principale reazione nucleare che alimenta il Sole. Con Borexino, i neutrini sono stati osservati in tempo reale: piccoli lampi di luce prodotti nel momento in cui le sfuggenti particelle interagiscono con il liquido scintillatore all’interno di una sfera di acciaio.

Infine, ancora un italiano,  Gianluca Gregori, che dall’anno scorso ha l’incarico di professore di fisica all’università di Oxford, ha coordinato la ricerca che ha  ricreato in laboratorio una versione in miniatura di esplosione di supernova. Il gruppo di scienziati da lui diretto, ha riprodotto in scala miniaturizzata l’esplosione di Cassiopeia A, una supernova che si trova a 11mila anni luce da noi, e uno degli oggetti più studiati dagli astronomi.

 

panorama.it

 

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