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Le foto di Patti Smith in concerto a Milano, giovedì 25 luglio 2013

Il Carroponte di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, ha ospitato ieri sera Patti Smith: un concerto molto atteso e estremamente interessante. Sul palco la sacerdotessa del rock ha proposto il suo primo album, Horses, uscito nel 1975 e contenente canzoni quali Gloria, Redondo Beach, Birdland, Free money, Kimberly, Break it up, Land: Horses / Land of a thousand dances / La Mer(De) ed Elegie. Il suo Horses aprì la strada al movimento punk e ispirò tantissimi, ora molto famosi, artisti tra cui, per esempio, Michael Stipe. Il leader dei R.E.M. ha infatti dichiarato: «Ho comprato Horses, il primo disco di Patti Smith, quando avevo 15 anni. Sono andato a casa, ho preso una ciotola di ciliegie e mentre le mangiavo, l’ascoltavo cantare Gloria, Free money e tutte le altre canzoni di quel disco. Sono andato avanti tutta la notte. Al mattino ho avuto chiaro il pensiero di fare il cantante. La mia vita era cambiata per sempre».

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Numeroso il pubblico del Carroponte per quello è sicuramente il concerto più importante della sua stagione estiva 2013. Il legame dell’artista statunitense con il nostro Paese si intuisce, oltre che dalle innumerevoli collaborazioni con musicisti italiani, proprio da come, dal palco, si relaziona con i presenti. Alla vigilia di questa esibizione la cantante, come da abitudine, ha colto l’occasione per visitare alcuni luoghi a lei cari come, ad esempio, il Cenacolo: «La cultura italiana mi ha aiutata a forgiare la mia personalità di artista».

Sul palco la Smith è accompagnata da Lenny Kaye alla chitarra e voce, Tony Shanahan al basso, Jay Dee Daugherty alla batteria e Jack Petruzzelli alla chitarra. Quando sale sul palco indossa un cappello, che lancerà durante la prima canzone e mostra ai presenti una bandiera di Emergency. Di lì in poi scorrono le canzoni di Horses (e non solo…) e l’artista statunitense si mostra in splendida forma. I presenti seguono con grande trasporto ed è splendida l’immagine all’esterno dell’area concerti dove davvero moltissime persone assistono all’esibizione da non paganti: un concerto davvero “popolare”.

Fotografie di Pier Luigi Balzarini

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