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Le foto di Vinicio Capossela e la Banda della Posta in concerto a Milano, martedì 17 settembre 2013

Vinicio Capossela è un artista a tutto tondo: musicista, autore, scrittore e anche attore. Nella sua carriera musicale non ha mai smesso di sperimentare e di misurarsi con nuove ed affascinanti avventure. Il suo nuovo progetto live è un concerto con classici brani da sposalizio anni Cinquanta registrati nell’album «Primo ballo» della Banda della Posta, un gruppo di anziani musicisti di Calitri, in Alta Irpinia, il paese di origine della famiglia del cantautore nato ad Hannover, in Germania.

Ed è con questo interessante live che si chiude la ricca stagione estiva del Carroponte.
Una fresca e splendida serata settembrina accoglie onstage Vinicio e la Banda della Posta. Una serata che diventa un’improbabile festa di matrimonio cui si assiste danzando e dove non è tanto importante la tecnica di ballo, quanto il divertimento e la spensieratezza. Valzer, fox-trot, twist, paso doble, tango e chi più ne ha più ne metta: ci mette un po’ il rigido pubblico meneghino a lasciarsi andare ma Vinicio e la Banda della Posta riescono dopo qualche canzone a coinvolgere e travolgere la numerosa folla presente.

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Capossela, ancora una volta, insegna qualcosa. Insegna che la musica non è un affare per pochi; la musica è per tutti ed è di tutti e va recuperata anche in quegli ambiti dove i più pensano abiti la musica di serie “b” come, appunto, il mondo dei matrimoni: non quelli moderni ormai all’insegna di karaoke e pianobar ma quelli di una volta, quelli impreziositi da un’orchestra, da una fisarmonica, da gente che sapeva ancora ballare. Spiega l’artista stesso: «Lo sposalizio è stato il corpo e il pane della comunità. Il mattone fondante della comunità veniva consumato con il cibo e con la musica. E la musica che accompagnava il rito era umile, da ballo, adatta ad alleggerire le cannazze di maccheroni e a “sponzare” le camicie bianche, che finivano madide e inzuppate come i cristiani che le indossavano. Un repertorio di mazurka, polka, valzer, passo doppio, tango, tarantella, quadriglia e fox trot, che era comune nell’Italia degli anni Cinquanta e Sessanta e che si è codificato come una specie di classico del genere in un periodo nel quale lo “sposalizio” era la principale occasione di musica, incontro e ballo».

Fotografie di Pier Luigi Balzarini

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