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Le Iene, generale della Finanza con auto blu e due autisti senza alcun diritto? Costi esorbitanti

Peculato d’uso: di questo si parlerebbe nel servizio de Le Iene andato in onda ieri sera, martedì 19 novembre 2019, secondo cui un generale della Guardia di Finanza di Ostia userebbe una macchina blu per scopi personali. Un reato specifico per cui si rischia una condanna che va dai sei mesi ai tre anni di carcere. L’inviato del programma di informazione di Italia 1, Luigi Pelazza,filmati alla mano – prova a raggiungere il generale che, però, si mostra ignaro di quanto esposto dalla iena.

 

“Le Iene”, generale della Guardia di Finanza con auto blu ‘privata’?

Una vettura di servizio e due autisti, tanto si sarebbe assegnato il generale della Finanza senza averne alcun diritto. E la segnalazione proviene dall’interno della caserma in cui il segnalatore preferisce – però – rimanere anonimo per paura di ripercussioni. “Chi in un ambiente militare – dice ai microfoni de Le Ieneavrebbe il coraggio di dire una cosa del genere al generale che comanda il reparto intero? Lui potrebbe in un attimo distruggerti!”. Ma il racconto è abbastanza chiaro: “Ogni caserma – spiega il collega – ha dei veicoli che possono utilizzare tutti rigorosamente per motivi di servizio. Succede però che il generale (…) abbia disposto l’utilizzo esclusivo di una macchina e due autisti solo per lui”. E se ne servirebbe ogni mattina, secondo quanto documentato anche da Le Iene per un’intera settimana, per farsi prendere a 200 metri da casa (per non dare nell’occhio) e farsi riaccompagnare in pausa pranzo, quindi poi per farsi riprendere e riaccompagnare a fine giornata. Un ‘servizio’ che – conti alla mano – costerebbe alle casse dello Stato circa 200 mila euro, tra chilometraggio dell’auto e stipendio dei due autisti.

“Il generale quale?”

Raggiunto da Le Iene, il generale della Finanza nega di abusare di una vettura di cui avrebbero diritto solo uomini di Stato che svolgono funzioni pubbliche e che possono comunque usufruirne solo per svolgere incarichi di lavoro. Dicendosi estraneo alla situazione, il generale si giustifica asserendo che, se qualche volta si è fatto accompagnare al lavoro, è stato solo perché l’auto si trovava di passaggio per aver fatto il giro nel recarsi alla posta. Anche l’autista, intervistato da Pelazza chiede: “Il generale quale?”. Pochi minuti proprio il generale raggiunge la vettura salendoci su. Si parte dunque per un’altra mattinata al lavoro ma di spiegazioni nessuna traccia.

 

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