Il caso Marco Pantani per la giustizia italiana è chiuso da tempo, ma c’è chi oltre alla sua famiglia non si rassegna e vuole la verità. Tra chi non si arrende e vuole andare a fondo alla vicenda c’è la trasmissione Mediaset Le Iene, che dedicherà al caso la puntata di stasera, 8 ottobre 2019. Marco Pantani, il più amato di sempre dei nostri campioni di ciclismo, è morto il 14 febbraio 2004 nella stanza di un residence a Rimini. La Magistratura ha chiuso il caso come “morte per overdose da cocaina”, ma secondo Le Iene, così come per i familiari di Marco, la verità sarebbe tutt’altra. Nel tentativo di raggiungerla, gli inviati della trasmissione intervisteranno questa sera il pusher di Pantani, l’uomo che l’avrebbe rifornito di droga nel periodo antecedente la morte. E’ la prima volta che l’uomo rilascia un’intervista da quando è uscito dal carcere.
Le Iene riaprono il caso Pantani
Le anticipazioni de Le Iene di questa sera, martedì 8 ottobre 2019, fanno presagire che si tratterà di una puntata molto interessante. La Iena Alessandro De Giuseppe torna infatti ad occuparsi della morte di Marco Pantani. Un caso su cui pochi giorni fa anche il procuratore di Rimini, competente per l’inchiesta sulla morte del campione di Cesenatico, ha messo la parola fine. Nella puntata di oggi la Iena prosegue la sua inchiesta giornalistica sul caso intervistando Fabio Miradossa, lo spacciatore che vendette a Pantani l’ultima dose di cocaina. Si tratta della prima volta che l’uomo parla pubblicamente dopo essere uscito dal carcere. Un’intervista esclusiva e che getta un alone di mistero ancora più grande sul caso del ciclista. Le dichiarazioni fatte sono molto pesanti, soprattutto perché differiscono molto dalle versioni dei fatti finora emerse.
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Le dichiarazioni del pusher
“Marco non è morto per questo, è stato ucciso“, dichiara l’uomo che gli vendette la cocaina.“Marco – prosegue Miradossa – non è morto per cocaina. E’ stato ucciso. Magari chi l’ha ucciso non voleva farlo, ma è stato ucciso. Non so perché all’epoca giudici, polizia e carabinieri non siano andati a fondo. Hanno detto che Marco era in preda del delirio per gli stupefacenti, ma io sono convinto che, quando è stato ucciso, era lucido. Marco è stato al Touring, ha consumato lì e quando è ritornato allo Chalet (il Residence Le Rose, ndr) era lucido“.
Non si conosce il motivo che ha indotto Miradossa a fare tali affermazioni. Sicuramente sono dichiarazioni importanti che potrebbero indurre i magistrati a riconsiderare la riapertura del caso. Chissà se questa sera ci sarà svelato qualcosa di più all’interno della trasmissione. La curiosità è sempre più alta.