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Le Iene, la procura di Sarajevo accusa: “Avete pagato, il servizio è falso”

Durante l’ultima puntata de Le Iene andata in onda, uno dei servizi che ha maggiormente catturato l’attenzione è quello ad opera del giornalista Luigi Pelazza. Il servizio sul traffico di armi che dimostrerebbe un contatto diretto tra la Bosnia e l’Isis ha indignato le autorità locali. La procura di Sarajevo, infatti, ha avviato le indagini non appena il servizio de Le Iene è andato in onda: i due trafficanti di armi che si vedono durante il servizio, sostengono gli inquirenti bosniaci, sarebbero stati pagati da Luigi Pelazza e, pertanto, sono stati arrestati.

La risposta de Le Iene non ha tardato ad arrivare: “le accuse della procura di Sarajevo nei nostri confronti sono gravissime, accuse che peraltro ci sono state fatte senza chiederci di approfondire i documenti che domenica 2 ottobre intorno alle 22:38 abbiamo messo in onda nel nostro programma. Inutile dire che alle Iene abbiamo sempre raccontato la verità dei fatti” si legge sulla pagina Facebook ufficiale, dove Le Iene hanno spiegato la genesi che ha portato al servizio finito “Luigi Pelazza si è recato in Bosnia, a Sarajevo, dove molte delle armi da guerra risalenti al conflitto dei Balcani negli anni ’90 sono oggi destinate in Europa a criminali e terroristi forse anche dell’ISIS. Il nostro inviato ha cercato di capire chi vende kalashnikov, pistole automatiche, fucili di precisione, bombe a mano e ha documentato quanto sia facile comprare armi di ogni tipo e farle arrivare in Europa. Dire, dunque, che abbiamo confezionato un falso è un’accusa diffamatoria che ci lascia esterrefatti”.

Dal momento che, per questioni che riguardano la messa in onda della puntata, è necessario effettuare dei tagli, Le Iene hanno deciso di pubblicare online il video completo, così da “rispondere con la massima trasparenza a queste accuse infanganti” e fare in modo che chiunque possa “costatare l’autenticità del nostro lavoro che speriamo possa servire alle autorità competenti a combattere ancor più efficacemente il traffico di armi dalla Bosnia verso l’Europa”.

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