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Le Iene Show puntata 21 maggio 2017: il vice questore aggiunto Elisabetta Mancini parla del Blue Whale

A Le Iene Show nella puntata in onda domenica 21 maggio 2017 Matteo Viviani, visti i recenti fatti di cronaca, è tornato ad occuparsi del Blue Whale, il macabro gioco diffusosi su internet e sui social. La scorsa settimana la Iena aveva acceso i riflettori su questa macabra “pratica” e che in Russia avrebbe portato al suicidio circa 150 adolescenti in pochi mesi. Il gioco, se di gioco si può parlare, dura 50 giorni e porta i giovani adepti a superare, giorno dopo giorno, una sfida dopo l’altra, fino all’ultima e decisiva prova: trovare l’edificio più alto della città e gettarsi nel vuoto.

Il dibattito si è acceso sui media e sono emersi i primi casi anche in Italia. Matteo Viviani ha intervistato Elisabetta Mancini, Vice Questore Aggiunto – Sezione anticrimine della Polizia di Stato, per cercare di approfondire l’argomento ed aiutare tutti a comprendere meglio di cosa si tratti. Ad Elisabetta Mancini Matteo Viviani ha dapprima chiesto: ” La “Blue Whale” esiste o è una bufala?” ed il vice questore aggiunto ha risposto dicendo: “Le segnalazioni dopo il vostro servizio ci indicano che alcuni adolescenti sono stati irretiti da questo che non voglio chiamare “gioco”. Il caso più grave riguarda una ragazza di 13 anni, che è arrivata al 50° giorno di questa follia e che ha dichiarato che la sera si sarebbe tolta la vita e che ora è in ospedale. Poi c’è stato un papà che si è rivolto a noi perché, grazie a questo vostro servizio, si è accorto di segni strani sulle braccia del figlio, forme di autolesionismo, e ci ha chiesto aiuto. Invece, in un’altra località d’Italia, una ragazza… Un suo amico se n’è accorto e impaurito ci ha avvertito“.

Parlando del caso della ragazza, giunta all’ultima prova, il vice questore aggiunto ha poi specificato: “Ci ha dichiarato che la sera si sarebbe tolta la vita e che seguiva le regole di un curatore. Quindi, nella bruttura di questa storia c’è anche un dato molto positivo: ragazzi che fanno da sentinella ad atteggiamenti strani dei loro coetanei. E un’altra cosa bella che è capitata è che alcuni insegnanti hanno affrontato questi problemi a scuola. Hanno fatto rivedere il filmato e hanno parlato con i ragazzi di questo argomento“.

L’intervista si è conclusa con una importante indicazione a tutti i genitori, agli amici e ai parenti dei ragazzi che potrebbero essere coinvolti: “Si deve rivolgere alle forze di Polizia se esiste un allarme. Vedere innanzitutto se ci sono dei segni fisici strani. In questo caso, incisioni, controllare i post, quindi seguire Instagram, Facebook, Snapchat e quello che condividono i nostri figli in rete è sicuramente importante. Qualunque cosa strana dovessero intercettare, provare a parlarne con lo stesso ragazzo e se c’è una negazione da parte del minore, rivolgersi a noi“.

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