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Le Iene, staminali per la piccola Sofia: 10 giorni di tempo

Secondo appello de Le Iene per salvare la piccola Sofia, la bambina toscana affetta da Leucodistrofia Metacromatica  che lotta per la vita. Ogni giorno potrebbe essere fondamentale per scongiurare il peggio. La patologia che l’ha investita da un anno a questa parte non prevede una cura farmacologica; l’unica soluzione si sostanzia nel trattamento con le staminali attraverso il Metodo Stamina sperimentato dal dottor Vannoni e che ha ottenuto risultati importanti e certificati da numerosi istituti.

Ma, sia il Ministero della Salute che l‘AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) hanno espresso il loro dissenso nei confronti della cura, che rappresenta, ad oggi, l’unica possibilità di sopravvivenza. Il primo ha, infatti, dichiarato inagibile (dal punto di vista igienico) il laboratorio dell’Ospedale di Brescia presso  il quale viene effettuata.

Nonostante il blocco, lo stesso reparto continua l’utilizzo di staminali per altre tipologie di patologia. Decisone alquanto opinabile. Ad aggravare la situazione, le dichiarazioni del Comitato Scientifico di Telethon e di altri luminari che hanno definito “inefficaci” le cure staminali per la risoluzione del problema.

La confusione ha raggiunto, in una seconda fase, il culmine quando il Ministro Balduzzi è intervenuto sul caso dando il via ad una seconda infusione di cellule, non consentendo, però, il completamento dell’intero ciclo terapeutico “aggirando”, così facendo, la decisione di sbloccare il groviglio legale attraverso il trasferimento della completa responsabilità in capo alla struttura ospedaliera lombarda. Risultato? La povera Sofia non potrà concludere il trattamento. Solo 10 i giorni per intervenire e consentirle di continuare a sperare.

La macchina della sensibilizzazione è partita. Il tam tam mediatico, anche grazie all’impatto garantito dalla trasmissione di Italia 1, ha sciolto alcuni nodi. L’ultimo ostacolo da superare risiede nello smuovere le coscienze di chi sta togliendo, giorno dopo giorno ed ora dopo ora, le speranze ad una piccola creatura in difesa di chissà quale particolare “interesse”. Manca poco. L’appelo volto ad anteporre il senso civico e la speranza ad altre “logiche” ( che neanche ipotizziamo) si sta propagando senza soluzione di continuità.

 

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