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Le Olimpiadi invernali 2026 saranno a Milano e Cortina

Alla fine è arrivata la tanto attesa decisione del CIO. Le Olimpiadi invernali 2026 si terranno a Milano e Cortina d’Ampezzo. L’Italia ha dunque sconfitto la concorrenza della Svezia, aggiudicandosi l’ambita sede dei prossimi giochi olimpici invernali dopo quelli già in programma a Pechino nel 2022. La notizia è stata accolta con entusiasmo dal Coni, negli ambienti politici dalla Lombardia al Veneto, fino ai palazzi romani, ma soprattutto dalla delegazione degli atleti azzurri presenti alla cerimonia per l’assegnazione della sede olimpica.

Malagò Roma 2024 candidatura

Neppure il tempo di esultare e in Piazza Citta’ di Lombardia, a Milano, dove ha sede il Palazzo della Regione, al fianco delle bandiere dell’Italia, dell’Europa e della Lombardia, sul quarto pennone disponibile è già apparsa la bandiera che raffigura i cinque cerchi olimpici. Dal presidente del Coni, Malagò, è arrivato un elogio al Governo e in particolare al sottosegretario Giorgetti per l’impegno profuso per raggiungere questo prestigioso risultato.

«Giancarlo Giorgetti  – ha detto il presidente del Coni – è la mia istituzione nel governo ed è stato sempre molto positivo fin dall’inizio per Milano-Cortina. E’ stato un amico perché ha dimostrato sempre complicità in questo progetto: devo dire che all’inizio per questo ha avuto anche difficoltà nel suo governo ma ha saputo trovare la soluzione per far sì che tutti supportassero la candidatura». Al termine della conferenza stampa congiunta tra i vertici di Milano-Cortina e il presidente del Cio, Thomas Bach, Malagò ha anche rinnovato le sue critiche alla sindaca di Roma per non aver appoggiato la candidatura olimpica. «La differenza  – ha detto Malagò – è che Sala e Ghedina mi hanno dato fiducia e la Raggi no. Le ferite sono perfettamente cicatrizzate ma se guardi sotto la camicia si vedono ancora, perché Roma è la mia città».

Written by Andrea Monaci

48 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it, ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto tra gli altri per il "Lavoro e Carriere" e "Il Secolo XIX". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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