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Le Social Street a Milano si ampliano in Social City con un progetto degli studenti dello IED

L’idea della Social Street è nata a Bologna dall’idea di un trentenne di Via Fondazza che avvertì la necessità di conoscere le persone che gli vivevano accanto, nella stessa via per scambiare con loro conoscenze, professionalità e problematiche. Da quell’esperienza, attraverso gruppi chiusi in FaceBook, sono nate in tutta Italia circa 260 Social Street, in pochi mesi. Il ritorno alla socialità è passato da un dimensione che coinvolgeva pochi, gli abitanti di una strada, ad una scala più grande che riguarda un’intera città. Il concetto che sta alla base di questo ragionamento è il cambiamento incentrato sui cittadini partecipi e attivi nella vita socio-politica della polis.

IED Milano Istituto Europeo di Design inventano la Social City

Questi sono i punti di partenza di un gruppo di studenti di design della comunicazione IED (Istituto Europeo di Design) di Milano, su invito di Pierfrancesco Majorino, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Milano, che ha loro proposto una tematica dall’obiettivo ambizioso: coinvolgere attivamente la città nelle politiche sociali. I ragazzi dello Ied partendo dalla certezza del bisogno crescente di politiche sociali, ma anche dalla consapevolezza delle sempre più esigue risorse, hanno lavorato su un progetto relazionale che unisca le social street in una Social City, un bottom-up con il Municipio che semplifica il meccanismo privato di sostegno agli altri.

Il progetto milanese si chiama SocialMi e si pone l’obiettivo di valorizzare i cittadini azzerando il loro isolamento. Il processo si fonda sul cambiamento del linguaggio dell’amministrazione, costruendo nuovi approcci relazionali con i cittadini sia attivi che bisognosi. Un nuovo modello di città che i ragazzi che gli studenti hanno racchiuso in due parole: “bellezza sociale”. SocialMi si propone di superare la crisi che non è solo solo economica- finanziaria ma anche culturale. I giovani dello IED propongono un modello societario diverso, possibile grazie anche ai potenti mezzi tecnologici: una società aperta, inclusiva, partecipata.

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