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L’eco di Chernobyl, un insolito viaggio nella città fantasma di Pripyat trent’anni dopo il disastro

L’eco di Chernobyl è il titolo di un reportage fotografico realizzato da Gabriele Vanetti nella città fantasma di Pripyat trent’anni dopo il disastro nucleare che sconvolse il mondo. L’idea di compiere questo insolito viaggio nacque nella testa di Vanetti grazie alla sua grande passione per l’esplorazione urbana che in passato lo ha portato a visitare alcuni tra i più nascosti ed affascinanti luoghi abbandonati in Italia. Gli appassionati di urbex come Vanetti sono sempre alla ricerca di nuovi posti da esplorare tanto che i più arditi arrivano a spingersi fuori dai confini italiani pur di visitare alcune location considerate “mitiche”. Pripyat è per l’appunto una di queste.

Pripyat con la sua storia tormentata e complessa è stata la città maggiormente colpita dal disastro di Chernobyl e non è certo un luogo che si può riassumere limitando il racconto alla sola esplorazione urbana. Occorre ampliare l’orizzonte della storia ed ecco allora che in questo reportage viene dato spazio non solo all’abbandono, ma anche alla presenza umana che non ha mai abbandonato del tutto questa terra e che costantemente la mantiene in vita. L’eco di Chernobyl è dunque un viaggio nella storia, nel ricordo e nella memoria, ma contemporaneamente è una analisi lucida della caparbietà e forza dell’uomo che sopravvive anche alle situazioni più difficili e catastrofiche.

Da questo profondo reportage Vanetti a tratto un libro e realizzato alcune mostre fotografiche nel nord Italia. È possibile approfondire le tematiche trattate con il lavoro L’eco di Chernobyl, o altre più leggere legate all’esplorazione urbana andando direttamente sul sito del fotografo: www.gabrielevanetti.it

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