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Legalizzare le droghe leggere in Italia, Si o No?

Anche perché si fa sempre più forte l’idea che è da pazzi nascondere questo fenomeno facendo finta che sia ristretto o addirittura inesistente e barricandosi dietro un bigottismo cieco che ha generato un proibizionismo (non solo in Italia, ma anche in altri paesi d’Europa) e che ha partorito un mercato tanto florido quanto incontrollato, sia per l’economia che per l’abuso di sostanze con cui si taglia la materia prima (marijuana) che rendono (forse ulteriormente, ma di sicuro) dannoso per la salute dei consumatori il consumo di droghe leggere.

Legalizzazio Droghe Leggere

In questi giorni l’intervento non di uno qualsiasi ma di uno dei più grossi imprenditori del mondo, Richard Branson (come riporta http://www.lavozdegalicia.es/noticia/economia/2012/05/09/richard-branson-espana-regulara-marihuana- resolveria-deficit/00031336596603077546480.htm), che ha spiegato come la legalizzazione della droga leggera potrebbe aiutare la Spagna a risolvere il deficit, se regolamentato e legalizzato.

Sir Richard Charles Nicholas Branson (Shamley Green, 18 luglio 1950) è un imprenditore britannico, fondatore della Virgin Records. Già a 22 anni ebbe un successo strepitoso con la Virgin Records ed attualmente è uno degli uomini più ricchi del Regno Unito, con un patrimonio stimato di 4,4 miliardi di dollari.

Una di quelle persone, in pratica, nate per essere un imprenditore di successo che, grazie alle sue intuizioni, è riuscito ad accumulare un patrimonio di tutto rispetto.

Ebbene proprio lui – membro della Commissione mondiale sulla politica delle droghe, un’organizzazione che comprende diversi ex presidenti di governi ed intellettuali di fama che chiedono un cambiamento della linea attuale della politica internazionale sulle droghe -, in occasione dell’inaugurazione del Museo della Cannabis Barcellona, oltre a precisare quanto sia importante anche per l’economia la legalizzazione e la regolamentazione delle droghe leggere, ha definito come “grande idea” l’iniziativa della città di Tarragona Rasquera, i cui abitanti hanno approvato in un referendum un “piano di crisi” in cui si decide di dare in locazione terreni comunali all’Associazione Cannabis Barcelonesa per la coltivazione di canapa indiana.

Alla stessa inaugurazione è intervenuto anche un altro uomo d’affari, l’olandese Ben Dronkers, che ha spiegato come la criminalità organizzata muove ogni anno un giro d’affari di 300.000 milioni di euro nel traffico di marijuana, per poi invitare gli stati a dare una svolta alle loro politiche e scommettere su legalizzazione.

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