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Legge Biotestamento 2017 in Italia: cosa cambia e cosa prevede?

Il Biotestamento è una delle leggi più discusse in Italia degli ultimi mesi del 2017. Cosa cambia quando il Biotestamento incasserà finalmente la fiducia? Vediamo insieme su cosa si basa la querelle politica, quali sono i principali cambiamenti nel trattamento sanitario e quali sono gli scontri politici – con i messaggi dai vari leader – sulla legge in Italia del Biotestamento.

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Biotestamento legge in Italia: cosa cambia?

Il paziente avrà diritto ad abbandonare le terapie. Soppresso, così, il comma 6 dell’articolo 1 della Legge sul Biotestamento.  Inoltre, è stato approvato l’articolo 1 (326 i voti favorevoli. Hanno votato contro Forza Italia e Alternativa Popolare, a favore il Pd, M5s e Mdp) che risulta essere uno dei capisaldi del provvedimento e che disciplina il consenso informato. E ancora, con le modifiche registrate oggi alla Camera, il paziente può rifiutare l’idratazione e la nutrizione artificiali. Il medico, con l’entrata in vigore del Biotestamento in Italia, sarà esente da ogni responsabilità derivante dalla scelta del paziente. Al contempo, però, lo stesso medico potrà essere obiettore di coscienza e rifiutarsi di staccare la spina. 

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Cosa prevede l’articolo 1 del Biotestamento

Cosa prevede l’articolo 1 del Biotestamento approvato oggi alla Camera? Come detto, fissa i principi base della legge sul testamento biologico e dispone che la presente legge tutela il diritto alla vita, alla salute, ma anche il diritto alla dignità e all’autodeterminazione. Il testo, con l’articolo 1, dispone che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata.

Viene promossa e valorizzata la relazione di cura e di fiducia tra paziente e medico il cui atto fondante è il consenso informato. Nella relazione di cura sono coinvolti, se il paziente lo desidera, anche i suoi familiari e conviventi o compagni. Il consenso informato è espresso in forma scritta. Ovvero, nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, mediante strumenti informatici di comunicazione anche attraverso videoregistrazione o dispositivi che la consentano.

Articolo 1 della Legge Biotestamento 2017: cosa prevede?

l’articolo 1 del Biotestamento prevede che ogni persona maggiorenne, capace di agire, ha il diritto di accettare o rifiutare qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso. Con l’entrata in vigore della Legge sul Biotestamento, il paziente ha il diritto di revocare in qualsiasi momento il consenso prestato, anche quando la revoca comporti l’interruzione del trattamento.

Nutrizione e idratazione artificiali sono trattamenti sanitari in quanto consistono nella somministrazione su prescrizione medica di nutrienti mediante dispositivi sanitari e, di conseguenza, possono essere rifiutati o sospesi. Il paziente ha il diritto di abbandonare le terapie.

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Legge Biotestamento 2017: Divieto dell’accanimento terapeutico

La commissione, sempre nella giornata odierna ha dato parere favorevole a un emendamento sul Biotestamento presentato dal presidente Marazziti, che aggiunge un articolo ulteriore al testo e che introduce il principio del divieto dell’accanimento terapeutico; inoltre, si riconosce il diritto, appunto, in capo al paziente di abbandonare totalmente la terapia.

L’articolo aggiuntivo al Biotestamento riguarda la “terapia del dolore, divieto di ostinazione irragionevole delle cure, e dignità nella fase finale della vita”.

legge su testamento biologico

Il testo della legge viene così riscritto: “Il medico, avvalendosi di mezzi appropriati allo stato del paziente deve adoperarsi per alleviarne le sofferenze, anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario indicato dal medico. A tal fine, è sempre garantita un’appropriata terapia del dolore con il coinvolgimento del medico di medicina generale e l’erogazione delle cure palliative”.

“Nel caso di paziente con prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte, il medico deve astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure e dal ricorso a trattamenti inutili e sproporzionati. In presenza di sofferenze refrattarie ai trattamenti sanitari, il medico può ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua in associazione con la terapia del dolore, con il consenso del paziente. Il ricorso alla sedazione palliativa profonda continua o il rifiuto della stessa sono motivati e sono annotati nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico”.

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