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Legge di Bilancio 2019: cosa prevede la manovra finanziaria? Tutte le info utili

Prende forma uno dei pilastri della manovra, il pacchetto fiscale per aziende e autonomi messo a punto dalla Lega che ha ricevuto un sostanziale via libera politico, oltre che il placet del ministro dell’Economia Giovanni Tria. Dal prossimo anno arriverà quindi una platea più ampia per il regime forfettario, che consentirà a piccoli e autonomi di essere esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica. Per le grandi imprese arriva invece la super-Ires che vale, secondo le prime stime, “quasi un miliardo di risparmi” sulle tasse per le aziende, come ha sottolineato il sottosegretario al Mef Massimo Bitonci che sta seguendo il dossier in prima battuta insieme al collega Massimo Garavaglia. Ecco in sintesi le principali misure del pacchetto fisco e non solo

Legge di Bilancio 2019: coperture finanziarie

In generale, la Costituzione stabilisce che ogni legge che produce nuove spese deve includere dove andranno presi i soldi per finanziare quelle spese. In gergo si chiamano “coperture” e visto che nella legge di bilancio sono concentrate molte delle nuove spese che si faranno nell’anno successivo le coperture sono particolarmente importanti. In genere i politici sostengono che le loro promesse mirabolanti saranno finanziate “tagliando gli sprechi”. Molto più spesso però si scelgono invece le coperture più semplici da trovare, cioè nuovo deficit, nuovi prestiti e quindi nuovo debito.

Le novità sulla Flat Tax in arrivo con Legge di Bilancio 2019

Il forfait esiste già ed è al 15% per i professionisti con ricavi fino a 30mila euro e per le altre categorie con ricavi fino a 50mila euro. La platea, a oggi circa 935mila soggetti, salirà a 1,5 milioni di autonomi, Snc, Sas e Srl che potranno optare per il regime di trasparenza con ricavi fino a 65mila euro. Dai 65mila ai 100mila euro si pagherà un 5% addizionale. Per startup e attività avviate da giovani under 35 resterà lo sconto al 5%. Il costo della misura è di circa 1,5-1,7 miliardi. Commercianti che emettono lo scontrino, artigiani che lavorano con i privati e tutti coloro che decideranno di aderire al nuovo regime, che rimane comunque opzionale, saranno esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica che scatta dal 1 gennaio. Obbligo che resta per le medie e le grandi imprese che sono soggette all’Ires.

Super-ires per chi investe in azienda: cosa prevede la Legge di Bilancio 2019

Per le grandi aziende arriverà un taglio, strutturale, di 9 punti dell’Ires, con l’aliquota ordinaria del 24% che scende al 15% sugli utili reinvestiti in azienda per ricerca e sviluppo, macchinari e assunzioni stabili. Il costo, e il conseguente risparmio per le imprese, è di poco meno di un miliardo e potrebbe essere coperto assorbendo gli attuali ammortamenti di Industria 4.0 o l’Ace.

Legge di Bilancio 2019 sgravi fiscali

Sul fronte della tassa piatta, per le partite Iva con ricavi fino a 65mila euro (circa 2 milioni) si dovrebbe introdurre un regime forfettario al 15% (comprende tutti i tributi, anche l’Iva) e il 20% sui ricavi tra i 65mila e i 100mila euro. Sul tavolo anche l’opzione di un taglio delle accise, la cedolare secca sulla locazione degli immobili commerciali, l’Ires al 15% per le società che reinvestono gli utili. Si ragiona anche su un taglio dell’Irpef, dal 23 all 22%, ma i commercialisti mettono in guardia contro i risultati esigui di un simile intervento: in base ai calcoli dell’Consiglio della categoria costerebbe intorno ai 4 miliardi con un vantaggio economico per il contribuente tra i 7 e i 12,5 euro al mese. E’ possibile comunque che la riduzione Irpef slitti al 2020.Governo news, Sapelli: «Legge bilancio? Posizione Tria ragionevole, solo la stampa mainstream che tifa per il default poteva stupirsi»

Legge di Bilancio 2019 pensioni

Sul fronte previdenziale si lavora a due fascicoli: la quota 100 cara alla Lega e le pensioni di cittadinanza volute dai Cinque stelle. Sul primo versante si stanno valutando i ritocchi alla Fornero riducendo l’età di ritiro dal lavoro con l’introduzione di quota 100:il vicepremier Salvini punta a 62 anni di età e 38 di contributi, mentre al Tesoro si lavora su 64 anni e 36 di contributi. La seconda misura consiste nell’allineamento graduale dell’assegno dei pensionati indigenti (in totale 4,5 milioni) a quota 780 euro mensili, valore appunto che l’Istat considera come soglia di povertà. Per avviare l’intervento si ragiona sul taglio delle pensioni d’oro, quelle superiori ai 4mila euro non giustificati dai versamenti contributivi, che porterebbero però una cifra esigua, circa qualche centinaio di milioni di euro.

Legge di Bilancio 2019 reddito di cittadinanza

Per finanziare il reddito di cittadinanza, servirebbero almeno 10 mld di euro, dei quali 2 mld solo per potenziare i centri per l’impiego. Ma la spesa potrebbe calare includendo in questa misura il Rei, il reddito di inclusione varato dai governi del Pd per gli indigenti e Garanzia Giovani. Per reperire altre risorse si ragiona anche alla possibile abolizione della Naspi, l’assegno di protezione temporanea della disoccupazione, e resta sul tavolo l’ipotesi di cancellare il bouns da 80 euro. La posta in ballo è ghiotta visto che la misura voluta dall’ex premier Matteo Renzi liberebbe circa 9 mld di euro, ma si teme un forte contraccolpo di impopolarità, quindi è una strada che almeno in questo primo anno di bilancio si cercherà di non percorrere.

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