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Legge di Stabilità 2015: partono i finanziamenti per l’artigianato digitale

Pubblicato il decreto Mi.S.E. del 17 febbraio 2015. Con tale decreto si dà il via all’accesso ai finanziamenti per le imprese rivolte alla promozione dell’artigianato digitale e della manifattura sostenibile. La misura introdotta con la Legge di stabilità 2015 prevede la nascita di un fondo destinato al sostegno delle imprese formate da almeno 15 soggetti per lo sviluppo, la crescita di attività innovative in settori come: manifattura sostenibile, artigianato digitale, promozione, ricerca e sviluppo di software e hardware ed alla ideazione di modelli di attività di vendita non comuni e forme di collaborazione tra tali realtà produttive.

I beneficiari di tale decreto, che potranno accedere ai finanziamenti, sono almeno 15 imprese riunite in ATI associazione temporanea di imprese, RTI in raggruppamento temporaneo di imprese oppure in Rete di imprese. Il raggruppamento deve essere composto, almeno per il 50%, da imprese artigiane o microimprese.  Le agevolazioni che saranno concesse si trattano di una sovvenzione parzialmente rimborsabile di importo pari al 70% delle spese ammissibili. Di tale importo deve essere restituita una somma pari all’85%. Il saldo è riconosciuto come contributo a fondo perduto.

I programmi che possono accedere ai finanziamenti devono avere dei precisi obiettivi: la creazione di centri di sviluppo di software e hardware a codice sorgente aperto per la crescita e il trasferimento di conoscenze alle scuole, alla cittadinanza, agli artigiani e alle microimprese; l’ideazione di centri per l’incubazione di realtà innovative nel mondo dell’artigianato digitale; la nascita di centri per servizi di fabbricazione digitale rivolti ad artigiani e a microimprese; il mettere a disposizione di tecnologie di fabbricazione digitale; lo sviluppo di nuove realtà artigianali o reti manifatturiere incentrate sulle tecnologie di fabbricazione digitale.

I programmi devono prevedere spese ammissibili, al netto dell’IVA, non sotto ai 100 mila euro e non sopra ad 1 milione e 400 mila euro.

 

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