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Legge di Stabilità 2017: pensioni, scuola e lavoro, tutte le novità allo studio

Quali novità conterrà la Legge di Stabilità 2017 in materia di pensioni, scuola e lavoro? Mentre sta per concludersi il Consiglio dei Ministri che definirà le linee guida contenute nella manovra, è possibile fare alcune ipotesi sui principali interventi allo studio.

Dal punto di vista del lavoro, buone notizie per chi è impiegato in alcuni settori del pubblico: ricominceranno i concorsi, con l’assunzione di 10mila unità tra forze dell’ordine e infermieri, e potrebbero essere stabilizzati – secondo le previsioni – anche 3.000 medici, 4.000 infermieri precari e 25 mila supplenti delle scuole elementari, medie e superiori. Come riportato da FLC CGIL, nel corso del confronto avvenuto tra Miur e sindacati lo scorso 10 ottobre si è anche fatto riferimento a un piano straordinario per assumere circa 7.000 Ata e all’istituzione di organico di 500 assistenti tecnici nella scuola del primo ciclo, anche se per avere qualche conferma a riguardo sarà necessario attendere il prossimo incontro calendarizzato per il 2 novembre.

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Sul fronte della riforma previdenziale la discussione continua ad essere molto accesa. I costi dell’Ape – misura studiata dal Governo per consentire di andare in pensione anticipatamente usufruendo di un sorta di prestito pensionistico – saranno a carico dello Stato (e quindi senza alcun onere per il pensionando) per quei lavoratori over 63 con un reddito pensionistico inferiore ai 1.350 euro lordi al mese e con almeno 30 anni di contributi alle spalle, che siano disoccupati di lungo corso, disabili o familiari di primo grado di disabili. A questa “formula” speciale potranno accedere anche alcune categorie di lavoratori che hanno svolto negli ultimi sei anni attività faticose, come scavatori, operai dell’edilizia, maestre della scuola d’infanzia, infermieri delle sale operatorie, personale viaggiante macchinisti, autisti di mezzi pesanti, facchini e addetti alle pulizie: in questi casi gli anni di contribuzione per accedere all’Ape social salgono a 36. Per quanto riguarda i lavoratori precoci, il pensionamento anticipato interesserà solo coloro che che hanno versato 41 anni di contributi (di cui almeno 12 mesi prima del compimento dei 19 anni) che siano disabili, impiegati in lavori faticosi oppure privi di ammortizzatori sociali.

Al momento, comunque, i “conti” della legge di Bilancio restano in attesa dell’approvazione di Bruxelles: non mancheremo di tenervi aggiornati.

In apertura: foto tratta dalla pagina Facebook ufficiale di Matteo Renzi

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