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Legge Elettorale, 5 cose da sapere su come funziona il modello tedesco

Legge Elettorale, come funziona il modello tedesco? Abbiamo cercato di analizzare la legge tedesca in cinque piccoli capitoli. Infatti, salvo clamorose sorprese, sarà questa la nuova legge elettorale che andrà a rimpiazzare quella in vigore che ha creato numerosi scontri politici. Non che manchino ancora adesso. La partita, al momento, si gioca sulla soglia di sbarramento. E lo scontro vede protagonista Angelino Alfano: l’attuale Ministro degli Esteri percepisce di poter perdere la poltrona dopo la fine di questa legislatura…

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Legge Elettorale alla Tedesca: incontro previsto martedì 6 giugno

Slitta da lunedì a martedì della prossima settimana l’approdo in aula alla Camera della riforma elettorale alla tedesca con sbarramento al 5% da ieri all’esame della commissioni Affari Costituzionali che dunque ora modificherà il suo calendario, avendo un giorno in più per esaminarla. Resta invece fermo il termine di giovedì 8 giugno per l’approvazione finale fissato dalla conferenza dei capigruppo.

Lo slittamento è il frutto di una mediazione condotta con successo dalla presidente della Camera Laura Boldrini, anche a seguito di sollecitazione di alcuni gruppi parlamentari che avevano lamentato lo scarso tempo messo a disposizioni per l’esame in prima commissione. Boldrini, secondo quanto si è appreso a Montecitorio, ha sentito telefonicamente i capigruppo parlamentari che hanno acconsentito allo slittamento di un giorno dell’inizio dell’esame in aula, mantenendo però fermi tempi massimi e termine ultimo di approvazione del lavoro in assemblea sulla nuova legge elettorale a Montecitorio. Possibile che dal voto non esca una maggioranza. 

Di seguito ecco 5 cose da sapere sulla Legge Elettorale.

  • 1. Come funziona il modello tedesco

Come funziona la legge elettorale in Germania? Ecco cosa sapere sul modello tedesco. Questo è, a tutti gli effetti, un proporzionale che prevede lo sbarramento al 5%; con questa legge è prevista la distribuzione del voto degli elettori rispecchiata esattamente in Parlamento. Esempio pratico? Se un partito viene votato dal 40% degli elettori, otterrà all’incirca il 40% dei seggi. La particolarità di questo sistema alla tedesca, però, è che ha anche alcune componenti del sistema maggioritario. In tal senso sono i candidati (non i partiti, ndr.) che si affrontano direttamente nei collegi e passa chi riesce a ottenere un voto in più.

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  • 2. Il modello tedesco: perché si parla di doppio voto

In Germania il sistema elettorale è più complicato ma presenta una maggiore efficienza. Ogni cittadino dispone di due voti:

  • il primo (“erststimme”) sceglie un singolo candidato all’interno del proprio collegio, in un sistema maggioritario;
  • il secondo voto (“zweitstimme”) l’elettore sceglie una lista o un partito ed è il voto più importante. Infatti,  come nei sistemi proporzionali, stabilisce qual è la percentuale di seggi parlamentari che avrà ogni partito.

Qual è la differenza fondamentale che prevede il sistema tedesco? Con una legge elettorale alla tedesca i candidati eletti con il sistema uninominale – quello del primo voto – sono eletti in ogni caso, anche se sono in numero maggiore rispetto alla quota proporzionale che spetterebbe a un partito. Quando avviene questa circostanza tutti gli altri partiti ricevono dei deputati in più, in modo da mantenere la corretta ripartizione proporzionale stabilita dal secondo voto.

  • 3. Perché il sistema tedesco non è facilmente applicabile in Italia?

In Germania il numero di parlamentari non è fisso ed è sempre possibile aggiungere altri seggi in modo da rispettare le proporzioni dei vari partiti. Il Parlamento attuale, per esempio, è composto da 630 membri. Un meccanismo del genere in Italia non potrebbe essere introdotto a meno di cambiare la Costituzione e rinunciare al cosiddetto Bicameralismo Perfetto.

  • 4. Gli effetti del sistema tedesco in Italia

Quali  sono gli effetti della legge elettorale alla tedesca con questo sistema?

  • Il primo: la distribuzione dei seggi rispetta il voto degli elettori.
  • Il secondo: permette comunque che si stabilisca un rapporto diretto forte tra rappresentanti ed elettori. I candidati nei collegi uninominali, infatti, hanno tutto l’interesse a fare campagna nel collegio poiché se riescono a vincere il “primo voto” risulteranno eletti indipendentemente da come andrà il resto del partito nel “secondo voto”.
  • 5. Legge Elettorale con sistema tedesco: chi al Governo?

Mentre proseguono gli scontri politici, andiamo ad analizzare chi andrebbe al Governo con la Legge Elettorale alla tedesca, ovvero che prenderebbe in esame il modello tedesco seppur revisionato per la scena politica italiana.

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