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Legge elettorale alla tedesca: come funziona e cosa è il modello tedesco voluto in Italia (FOTO)

Legge elettorale alla tedesca: in Italia, dopo mesi di scontri aperti, il dibattito politico sembra aver trovato una strada comune. Applicare il sistema tedesco – con qualche revisione – al modello italiano. Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, forze centriste e forze di destra sembrano essere tutte concordi: la legge elettorale che prende spunto dalla Germania potrebbe accontentare tutti. Ma come funziona questo modello? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

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Come funziona e cosa è il modello tedesco

Come funziona la legge elettorale in Germania? Ecco cosa sapere sul modello tedesco. Questo è, a tutti gli effetti, un proporzionale che prevede lo sbarramento al 5%; con questa legge è prevista  la distribuzione del voto degli elettori rispecchiata esattamente in Parlamento. Esempio pratico? Se un partito viene votato dal 40% degli elettori, otterrà all’incirca il 40% dei seggi.

La particolarità di questo sistema alla tedesca, però, è  che ha anche alcune componenti del sistema maggioritario. In tal senso sono i candidati (non i partiti, ndr.) che si affrontano direttamente nei collegi e passa chi riesce a ottenere un voto in più.

Due voti in Germania: come funziona

In Germania il sistema elettorale è più complicato ma presenta una maggiore efficienza. Ogni cittadino dispone di due voti:

  • il primo (“erststimme”) sceglie un singolo candidato all’interno del proprio collegio, in un sistema maggioritario;
  • il secondo voto (“zweitstimme”) l’elettore sceglie una lista o un partito ed è il voto più importante. Infatti,  come nei sistemi proporzionali, stabilisce qual è la percentuale di seggi parlamentari che avrà ogni partito.

Qual è la differenza fondamentale che prevede il sistema tedesco? Con una legge elettorale alla tedesca i candidati eletti con il sistema uninominale – quello del primo voto – sono eletti in ogni caso, anche se sono in numero maggiore rispetto alla quota proporzionale che spetterebbe a un partito. Quando avviene questa circostanza tutti gli altri partiti ricevono dei deputati in più, in modo da mantenere la corretta ripartizione proporzionale stabilita dal secondo voto.

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Perché il sistema tedesco non può essere applicato in Italia

Ma occhio, perché qui si presenta il vero grande problema dell’applicazione del sistema tedesco in Italia. Questo è possibile in Germania perché il numero di parlamentari non è fisso: ed è sempre possibile aggiungere altri seggi in modo da rispettare le proporzioni dei vari partiti. Il Parlamento attuale, per esempio, è composto da 630 membri. Un meccanismo del genere in Italia non potrebbe essere introdotto a meno di cambiare la Costituzione e rinunciare al cosiddetto Bicameralismo Perfetto.

Gli effetti del sistema tedesco

Quali  sono gli effetti della legge elettorale alla tedesca con questo sistema?

  • Il primo: la distribuzione dei seggi rispetta il voto degli elettori.
  • Il secondo: permette comunque che si stabilisca un rapporto diretto forte tra rappresentanti ed elettori. I candidati nei collegi uninominali, infatti, hanno tutto l’interesse a fare campagna nel collegio poiché se riescono a vincere il “primo voto” risulteranno eletti indipendentemente da come andrà il resto del partito nel “secondo voto”.

Legge elettorale alla tedesca: i dubbi in Italia

Come abbiamo già evidenziato la totale applicazione del sistema tedesco in una legge elettorale per l’Italia non sembra fattibile. Anche e soprattutto per la presenza del bicameralismo perfetto e del numero fisso di parlamentari. Come spiegato dal Movimento 5 Stelle sul Blog di Beppe Grillo: “Per avere un sistema pienamente tedesco, occorre assegnare a ogni partito sopra lo sbarramento il numero di seggi esattamente corrispondenti alla percentuale di voti ricevuti. Ciò significa che laddove dovesse capitare che il numero di seggi vinti da un partito nei collegi uninominali eccedesse il numero dei seggi ottenuti nel riparto proporzionale, quest’ultimo deve prevalere, al fine di garantire la piena proporzionalità del sistema come accade in Germania.”

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La richiesta del Movimento 5 Stelle è che l’esito del “secondo voto” prevalga su quello del “primo voto”. E propone anche di aggiungere un premio di maggioranza, che non esiste in Germania e non esiste in nessun altro paese al mondo, con l’esclusione della Grecia. Dubbi espressi anche da parte del Partito Democratico per bocca di Dario Parrini: “Lo sbarramento deve restare al 5 per cento; e le liste della quota proporzionale devono essere corte, con i nomi dei candidati sulla scheda. L’elettore deve essere in grado di riconoscere e giudicare chi elegge.”

Chi governerebbe in Italia con il sistema tedesco?

Qualora in Italia la legge elettorale dovesse prendere spunto dal sistema tedesco si avrebbe questo effetto come testimoniato da Il Sole 24 Ore:  con ogni probabilità produrrà un Parlamento in cui per governare sarà necessaria l’alleanza di due o più forze politiche maggiori, come accade in Germania.

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