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Legge stabilità: crisi nella maggioranza

E’ scontro sulla legge di stabilità appena approvata. Nella serata di ieri sono arrivate le dimissioni di Mario Monti da “Scelta Civica”, da lui stesso fondata. Intanto, il viceministro all’economia Stefano Fassina (Pd) minaccia di tirarsi indietro, poiché estromesso dai lavori preparatori della legge di stabilità.

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Anche all’interno del Pdl le divisioni tornano ad essere più evidenti, tanto che Silvio Berlusconi ha incontrato a Palazzo Grazioli il vicepresidente e ministro degli Interni Angelino Alfano, Gianni Letta, Renato Schifani e altri ministri. Durante il meeting di quasi tre ore erano presenti anche il ministro per le Riforme costituzionali Gaetano Quagliariello, il ministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo e il ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

Da Washington, intanto, il premier Letta difende la legge dicendo di aver “imboccato la strada giusta” e di “aver intenzione di continuare”.
Tuttavia, la legge ha creato malcontento anche all’interno del Pd. Il segretario del partito Guglielmo Epifani sottolinea infatti che la legge non mostra attenzione “alla parte della popolazione che sta peggio”. In un’intervista al Tg5, Epifani spiega che bisogna cambiare “innanzitutto tutta la parte relativa al sociale: la indicizzazione delle pensioni, i fondi per i non autosufficienti, l’intervento per le disabilità”.
Il ministro della Pubblica Amministrazione Gianpiero D’Alia ha intanto affermato che il governo si rende disponibile a modifiche anche per quanto riguarda la stretta sui dipendenti pubblici, suscitando così le proteste dei sindacati.

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