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Lele Mora oggi: «In carcere mi è apparso Padre Pio!». Poi rivela: «Nel mio locale gay viavai di politici e monsignori!»

Lele Mora, l’ex agente dei vip, ha rilasciato un’intervista al numero 23 di “7”, in edicola da venerdì 6 giugno con Il Corriere della Sera. Una conversazione choc in cui il personaggio tv di 64 anni ha raccontato alcuni dettagli della sua permanenza in carcere, quando si trovava in una cella vicina a quella di Olindo Romano, e ha parlato della sua attività lavorativa da giovane. 

Lele Mora rivela: «Mi è apparso Padre Pio in carcere!»

Nello specifico Lele Mora ha raccontato che in carcere gli è apparso Padre Pio. L’agente del mondo dello spettacolo ha riferito di essersi addormentato nella sua cella mentre vedeva uno speciale di Massimo Giletti proprio sul santo di Pietrelcina, quando di notte, come un lampo, una luce accecante, gli si è fatta dinnanzi l’immagine del frate dicendogli: «Ce la farai!». A detta di Lele Mora le parole di Padre Pio sono state pronunciate proprio con la voce rauca del frate. Un incoraggiamento a resistere, a superare le difficoltà. Ma non è finita qui: come riporta anche “Velvet Gossip” Padre Pio avrebbe parlato a Lele Mora di prove terrene da superare per meritarsi il Paradiso. Un ricordo che fa piangere e commuovere il 64enne al solo ricordo.

Lele Mora tanti primati: dalla scoperta di “Peppa Pig” al primo club gay aperto in Italia

Lele Mora ha poi parlato della sua attività professionale. Da argomenti più seri l’intervista si è spostata su temi più leggeri. L’agente dei vip ha affermato di essere stato in un certo senso un pioniere del suo ambiente. Ad esempio con fiuto ha raccontato di aver scoperto il noto cartone amato dai più piccoli Peppa Pig: un investimento andato in porto a seguito di un viaggio di Lele Mora in Inghilterra. Nel corso dell’intervista è saltato fuori che l’agente dei famosi è anche proprietario, tra le altre cose, di diversi negozi di giocattoli. Altri primati? Lele Mora, a suo dire, è stato il primo ad aprire il un locale gay in Italia. Si trovava a Verona ed era il 1975: il Lele Club era aperto dalle 18 a mezzanotte, orario di rientro in caserma dei militari, e accoglieva diverse persone. «Venivano monsignori, politici!», ha spiegato Lele Mora che ha poi concluso: «La sera tornavo a casa coi sacconi neri della spazzatura pieni di soldi!».

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