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L’elemosiniere del Papa che ha ridato la luce agli abusivi: «Pronto a tutto, pago io le bollette»

Il cardinale Konrad Krajewski, conosciuto come l’elemosiniere del papa, poco dopo le 22 di sabato 11 maggio 2019  ha compiuto un gesto da molti ritenuto eroico. Il porporato si è presentato dagli occupanti del palazzo di via di Santa Croce in Gerusalemme a Roma, cui era stata interrotta l’erogazione della corrente per morosità. Padre Konrad ha raggiunto in prima persona la cabina elettrica per “manometterla” togliendo i sigilli e ridare così la luce allo stabile. La luce era stata staccata perché i residenti del palazzo avevano contratto nel corso degli anni un debito di 300 mila euro con il fornitore di energia. Un gesto azzardato quello dell’elemosiniere del papa, che porterà a conseguenze anche a livello penale. A commentare subito il suo gesto è stato il ministro dell’interno Matteo Salvini.

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Le parole di Salvini sul gesto di padre Krajewski

Il commento di Matteo Salvini al gesto di padre Konrad Krajewski, l’elemosiniere del papa, non è tardato ad arrivare. Durante un comizio a Bra, in provincia di Cuneo, il ministro dell’Interno ha espresso il suo parere su tutta la questione. Salvini ha dichiarato: «Conto che dopo aver riattaccato la luce, paghi anche i 300 mila euro di bollette arretrate che ci sono 3-400 persone, che non pagavano le bollette, e dove la società che le gestisce ha tagliato la luce, dicendo, o paghi come tutti gli altri italiani nel mondo, o non ti do il servizio». Poi Matteo Salvini ha continuato: «E’ arrivato un alto esponente del Vaticano, l’elemosiniere del Santo Padre, che è andato a riattaccare la luce». Infine il ministro ha detto: «Io conto che ora paghi anche i 300 mila euro di arretrati e aiuti le famiglie italiane in difficoltà che non ce la fanno a pagare le bollette della luce, dell’acqua e del gas senza occupare una casa».

La risposta alle parole di Matteo Salvini

Il cardinale Konrad Krajewski si è detto del tutto consapevole del suo gesto e per questo ha risposto al ministro Matteo Salvini. «Sono pronto ad ogni conseguenza, sono consapevole di tutto, sono convinto – ha detto il porporato – Ma intanto in 500 ora hanno luce e acqua calda». Poi ha aggiunto: «Inutile dire tante parole: se qualcuno adesso vuol capire, ha tutte le possibilità per farlo, queste cose si commentano da sole. Io mi limito a chiedere a lei come a tanti altri. Lei ci starebbe in una casa senza luce e senza acqua calda? No, vero? Dunque, se ci sono famiglie in quelle condizioni perché non intervenire?».

Il cardinale poi ha concluso dicendo: «La luce c’è, e questo conta per me e per chi c’è lì dentro. La colpa è solo mia, e ripeto che sono pronto a pagarne le conseguenze. Per me conta che quella gente, pensi a tutti quei bambini, abbia la luce e l’acqua calda, il resto non ha importanza. Non mi interessa quello che altri commentano o come giudicano. Domani è un altro giorno, intanto c’era il fine settimana dove tutto è fermo. Lei è mai riuscito ad ottenere qualcosa in termini di servizio pubblico nel fine settimana? Ecco, vede? Sa che oggi è la domenica del Buon Pastore nella liturgia della Chiesa? Bene, almeno in questa giornata hanno luce e acqua calda. Il Papa ha baciato i piedi di persone umili, Gesù duemila anni fa ha baciato i piedi degli apostoli: se qualcuno vuol capire, ha tutte le possibilità per farlo. In questa Domenica del Buon Pastore tutti, anche i ricchi, hanno gli stessi diritti. Il resto non conta davvero».

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