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Leonardo DiCaprio costretto a restituire l’Oscar: ecco cosa è successo

Leonardo DiCaprio e la statuetta dell’Oscar. Sembra il titolo della sceneggiatura di un film ben scritto, ma pieno di colpi di scena. L’attore americano ha dovuto aspettare 25 anni prima di ottenere l’ambito premio. In tanti ricorderanno anche alcune battute divertenti sui social, a cui rispondevano agguerriti i fan dell’attore. Dopo esserselo visto passare sotto il naso numerose volte, nel 2016 Leonardo DiCaprio lo ottiene con Revenant-Redivivo. A quanto pare però questa non sarebbe la sola statuetta in casa DiCaprio. Quest’ultimo, che vanta diverse collezioni di cimeli, aveva sullo scaffale del salone anche l’Oscar vinto da Marlon Brando in Fronte del porto.  Beh, purtroppo per lui, dovrà restituirlo, perché frutto di un riciclaggio di denaro.

Il riconoscimento più prestigioso per chi lavora nel mondo del cinema era stato regalato a Di Caprio da Jho Low, finanziere 37enne malesiano, che l’aveva acquistato per 600mila dollari. Ma l’Oscar non è stato il solo “dono” che l’attore di “Titanic” ha dovuto rispedire: Low, infatti, aveva regalato a Leonardo Di Caprio altri cimeli e opere d’arte, tra cui un dipinto di Pablo Picasso. Ma perché? Cosa è accaduto? Il finanziere Jho Low, che ha prodotto il film “The wolf of Wall Street” con Leonardo Di Caprio e diretto da Martin Scorsese, è sotto indagine con l’accusa di frode. Low avrebbe usato un fondo di investimento del governo della Malesia, il “1Malaysia Development Berhad” o “1MDB” per le sue spese. Un deposito, con miliardi di dollari provenienti dalle banche, dedicato ai comuni del Paese asiatico, che doveva avere come solo obiettivo la creazione di centrali elettriche. Secondo la magistratura, invece, quello stesso Fondo si sarebbe trasformato in “un massiccio, spudorato e sfacciato piano di riciclaggio di denaro, in cui miliardi sono stati deviati nei conti bancari di alti funzionari, tra cui l’ex primo ministro Najib Razak, la sua famiglia e soci e il signor Low”. Al momento nessuna traccia del malese, che avrebbe trovato rifugio in Cina. Secondo il “New York Times” quello di Low sarebbe “uno dei più grandi casi di cleptocrazia internazionale che gli Stati Uniti abbiano mai perseguito”. 

Come dare torto alla vecchia signora in grigio? Effettivamente a Low sono stati sequestrati tra le tante cose uno yatch di 250 milioni di dollari, un pianoforte trasparente e una tela di Claude Monet. Senza contare gli immobili: un suo condominio da 31 milioni nel Time Warner Center di Manhattan, l’hotel Viceroy L’Ermitage di Beverly Hills e una villa da 17 milioni e mezzo di dollari, sempre a Beverly Hills.

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi", “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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