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Leopolda a Firenze: com’è nata e a chi è dedicata l’ex stazione delle convention di Matteo Renzi?

In questi giorni si tiene la consueta convention del Partito Democratico all’ex stazione Leopolda di Firenze. Durante questa settima edizione si parlerà, in primis, di referendum costituzionale. Molti si chiedono ancora cosa sia questa creatura nata grazie a Matteo Renzi, oggi premier, e Pippo Civati. Dal punto di vista storico, invece, quando è nata e a chi venne dedicata la stazione, ormai ex, più famosa di Firenze?

L’ex stazione Leopolda di Firenze fu la prima ferrovia pubblica e la seconda in assoluto per ordine temporale, costruita nella regione Toscana. Lo scopo era quello di collegare la città a Livorno e, quindi, di sviluppare una rete commerciale più utile e rapida fra la capitale del Granducato e la zona marittima. Nel 1837, quindi, venne richiesta la concessione governativa e nel 1841 cominciarono i primi lavori. Si partì proprio da Livorno, concludendo la ferrovia appena fuori le mura fiorentine all’altezza di Porta al Prato.

L’architetto Enrico Presenti progettò la stazione di Porta al Prato in puro stile neo-classico: venne costruito un corpo centrale che sarebbe servito come punto d’arrivo, mentre ai lati erano presenti le corti dei servizi. La direzione del treno preso verso Livorno offriva una panoramica davvero suggestiva: erano infatti visibili la collina del Piazzale Michelangelo, i Ponti di San Jacopo e la chiesa romana di San Miniato a Monte. Il nome Leopolda venne scelto per onorare il Granduca che regnava a quell’epoca. L’ex stazione Leopolda venne però chiusa subito dopo la proclamazione del Regno d’Italia nel 1861 e l’anno successivo ospitò la prima Esposizione Nazionale Italiana sulle arti, le scienze, il lavoro e l’industria.

Con Firenze Capitale subì una ristrutturazione dall’architetto Marco Treves e ospitò la Direzione Generale delle Gabelle e della Dogana. Durante il primo conflitto bellico vi fu un incremento della produzione, venne potenziato il reparto torneria e si produssero proiettili. Durante la Seconda Guerra Mondiale, invece, con l’occupazione nazista vi furono diversi episodi di sabotaggio e imboscamento dei materiali da parte della Resistenza, fino al bombardamento del 2 maggio 1944. Al termine della guerra, la stazione subì altre modifiche e fino al 1993 una parte di essa venne utilizzata come deposito di parti di ricambio per treni. Oggi è uno spazio polivalente, dove vengono allestite mostre, manifestazioni culturali o per la promozione della moda a Firenze.

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