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Leopolda, Maria Elena Boschi va da Fabio Fazio: ma ha detto cose sensate?

Ieri sera ho visto Maria Elena Boschi intervistata da Fabio Fazio. Tutti ne parlano male, ma a me il Ministro per le Riforme sembra proprio una persona onesta, sveglia. E un tantinello paracula, come tutti i renziani. Però ricordo bene quando al governo c’erano i ministri di Berlusconi, roba da film horror. Dai, la Boschi è meglio. Non si discute. Discutibile invece è ciò che dice. A me ha colpito soprattutto questo passaggio, in cui confronta la piazza della CGIL di sabato alla Leopolda renziana:

In piazza ci sono stati dei toni che, per fortuna, alla Leopolda non ci sono. Lì [alla Leopolda] si cerca di dare delle risposte concrete, non semplicemente di fare una protesta.

Come, scusa?

Maria Elena Boschi dopo la Leopolda

Dividiamo in due tronconi le affermazioni della Boschi. Iniziamo con le “risposte concrete” di cui parla il ministro. Cosa si fa alla Leopolda? Ci si mette attorno a dei tavoli e in un pomeriggio si elaborano queste “risposte concrete”. Soluzioni chiare per problemi banali. Ad esempio il credito alle piccole e medie imprese, le infrastrutture, come uscire dalla crisi, ecc. Tutte cose che in un pomeriggio di lavoro, alla Leopolda, si risolvono con uno schiocco di dita. A questo punto il Governo cosa lo paghiamo a fare? Facciamo la Leopolda un paio di volte l’anno e dovrebbe bastare per risolvere tutti i problemi che abbiamo. A parte gli scherzi, se un qualcuno è davvero convinto che in un pomeriggio “si fa ripartire l’Italia” e scemenze del genere, dovrebbe essere sottoposto all’antidoping.

E poi i toni. In piazza si urla, alla Leopolda si ragiona. Quelli fanno casino, noi troviamo soluzioni. Da eccellente renziana anche la Boschi nei dibattiti sfiora la superficie delle cose, ne coglie una minima parte e poi la utilizza come le fa più comodo. I renziani sono i canadair della politica. Io non so chi ci fosse in piazza sabato. Ma è legittimo pensare che in mezzo a un milione di persone – oltre a sfaccendati, impiegati statali assenteisti e pensionati prezzolati – ci fossero anche persone davvero angustiate per il loro futuro. E so anche chi c’era alla Leopolda: gente alla Davide Serra, un finanziere che vive a Londra e che ha spiegato che “lo sciopero mica è un diritto! E’ un costo!” Perché alla Leopolda la Costituzione te la riscrive chi in Italia neppure ci vive.

Però il punto è un altro. Il punto è che è facile fare la faccia sorridente e sedersi attorno a un tavolo per “trovare soluzioni” se sei un deputato, un finanziere, un governatore di regione, un imprenditore. Un po’ meno semplice e stare seduti composti quando sei un precario, un cassaintegrato, un poveraccio. Ecco, che Maria Leopolda Boschi vada a correggere i toni di chi non ha un lavoro proponendo come esempio chi ha abbastanza soldi per permettersi la gentilezza mi sembra un brutto modo di farci capire di quali categorie gliene frega qualcosa e di quali niente.

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