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Letta, missione nel Mediterraneo: “manderò i militari per salvare gli immigrati”

Le contraddizioni del governo delle “larghe intese” di Enrico Letta in queste ore si acuiscono inesorabilmente, dinnanzi alla spinosa questione dei tragici naufragi dei clandestini nelle acque di Lampedusa. Il Presidente del Consiglio, infatti, presente assieme al presidente dell’Europarlamento Schulz al ‘Festival delle idee di Repubblica’, a Mestre, a tal proposito si è così espresso: Da cittadino e da politico abolirei la Bossi-Fini e ho sempre ritenuto sbagliato il reato di clandestinità”.Letta commemora i morti di Lampedusa

Palesi ed imbarazzanti le posizioni in materia del suo vice Angelino Alfano che, tacciando di demagogia la corrente politica che va prendendo piede nelle ultime settimane secondo cui la legge Bossi-Fini andrebbe abolita, ribadisce con forza che non sarebbe un metodo risolutivo del problema delle tragedie sul mare di cui, ormai, non si riesce nemmeno più a contare con esattezza le vittime. Tuttavia non disconosce l’assoluta necessità di prendere delle misure urgenti per stabilire una normativa sul diritto d’asilo.

Letta, dal canto suo, prendendo le distanze dalla manifestazione leghista anti-immigrati tenutasi ieri a Torino, ammonisce le parti politiche che in passato hanno costruito la propria fortuna sulla paura dell’immigrazione e rivendica il ruolo importantissimo di quello che definisce “uno dei migliori ministri”, riferendosi a Cecilie Kyenge. Annuncia peraltro che da domani “prenderà il via una missione umanitaria aeronavale italiana per rendere il Mediterraneo il mare più sicuro possibile e non, come è diventato in questi giorni, una tomba”. Ci ricorda, inoltre, che bisognerà spendere tanti soldi per affrontare questa emergenza, che non può più essere rimandata.

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