in

Lettera ad un contestatore violento

Caro contestatore violento, lo sai chi sono? Io, sono il tuo nemico, sono uno di quelli che sta nel sistema e lo sfrutta, anche illegalmente, per fare i miei porci comodi. Sfrutto politici compiacenti per fare affari sottobanco e vincere appalti pubblici senza passare da un odioso concorso. Sono pieno di soldi, posso permettermi tutto quello che voglio e spesso uso i tuoi di soldi per comprarmelo. I tuoi soldi, sono quelli che io stesso non ti do, quando ti pago. Dovrei dartene di più, ma so usare bene le leggi e nel caso so anche aggirarle, altrettanto bene. Mi hanno indagato un paio di volte, ma tutto è finito in una bolla di sapone. Io, posso permettermi gli avvocati migliori e quindi in galera non ci andrò mai. Sono amico di imprenditori senza scrupoli e io stesso sono uno di loro, mi diverto a cercare di far fallire quelli onesti di imprenditori, quelli che lottano ogni giorno cercando di salvare capra e cavoli.

Come ti dicevo, io i soldi che dovrei darti, o almeno quelli che il tuo lavoro meriterebbe, non te li dò e non te li darò mai. Ti sottopago e sono contento di farlo, addirittura ne vado fiero. Facendolo mi sento più forte di te, perché io sono più forte di te, in tutto. E ritieniti fortunato che decido di pagarti, potrei anche non farlo. E Potrei anche delocalizzare la mia azienda in qualche Paese meno esoso di questo in cui, a dire il vero, non vivo affatto male e lasciare a casa qualche centinaio di famiglie. A me cosa me ne frega alla fine, l’importante è che viva bene io, no? Non sono mica un santo. Tantomeno lo voglio essere.

Lo so, se m’incontrassi come minimo mi spaccheresti la faccia, ma io e te non c’incontreremo mai, viviamo in due mondi diversi, e non dovremmo nemmeno abitare sullo stesso pianeta. Io sono ricco e potente, tu no. E per quanto tu possa impegnarti, non arriverai mai nemmeno ad avvicinarti al mio livello. La mia famiglia è ricca sfondata da generazioni.

Oggi ho visto cos’hai fatto protestando contro il sistema, quello in cui io sguazzo, prelevando periodicamente, con qualche magheggio, anche un bel po’ di soldi che arrivano dalle tue tasse dalle casse dello Stato. Sei un duro, non ti sei mica fatto tanti problemi a spaccare tutto. Ma, ti confesso un segreto: lo sai a me cosa me ne frega? Niente, un assoluto, emerito, cazzo, se mi passi l’espressione. Tu e i tuoi amici avete spaccato negozi, auto, case, di gente che non conosco, di cui nulla m’importa, e che ritengo anch’essa inferiore a me. Tutte le macchine a cui hai dato fuoco, forse non valevano nemmeno un quarto di una sola delle mie fuoriserie. Non ho capito se volevi dimostrarmi qualcosa e se sì cosa, ma nel caso, non ci sei riuscito. Non puoi riuscirci, perché a me di quello che fai tu e di quello che fanno i tuoi soci, come mi sembra di averti già detto un paio di volte, non me ne frega niente. E mai me ne fregherà qualcosa.

Per intaccare il mio potere, cosa del tutto impossibile, dovresti cambiare il sistema da dentro e buttare fuori me e quelli come me da quel sistema, ma io te lo impedirei ovviamente. Io non faccio parte del sistema che tu contesti, spaccando e bruciando qualsiasi cosa ti capiti a tiro, io sono, quel sistema. Mi ha fatto molto ridere vederti dare fuoco a cose per me assolutamente prive di qualsiasi interesse, urlando a gran voce frasi contro di me e contro quello che io rappresento. Probabilmente hai provocato danni gravissimi a gente che vive con i tuoi stessi soldi, o di meno. Probabilmente qualcuno di quelli a cui hai spaccato il negozio dovrà chiudere, e forse per colpa tua, o se vuoi, per merito tuo, a breve ci sarà qualche povero in più. Non credo fosse questo il tuo obiettivo, ed è proprio questo che mi ha fatto più ridere davanti alla tv. Cercando di far sentire la voce del popolo, come la chiamano quelli bravi e onesti, hai provocato danni irreparabili proprio a quel qualcuno per il quale eri sceso in piazza a protestare. Quel qualcuno che io, dall’alto del mio trono di vile denaro, spero di non incrociare mai. Che dirti se non un sentito, grazie.

Written by Andrea Paolo

46 anni, nato in provincia di Reggio Calabria, emigrato negli anni '80 al nord, è laureato in scienze politiche. Ha lavorato come ricercatore all'estero e studia da anni la criminalità organizzata. Per UrbanPost si occupa di news di cronaca e di gossip sui personaggi del mondo dello spettacolo.

riconoscere-email-phishing

Phishing, tra furto d’identità e reato di riciclaggio: cos’è e come fare su Facebook, per email e con i dati bancari

Belen Rodriguez Me Fui

Belen Rodriguez mamma a tempo pieno: Santiago sul set?