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Lettere d’amore a Varani che ha sfregiato la sua ex con l’acido: dal “bel Renè” a Parolisi, ecco gli eroi oscuri

L’ultimo, ma soltanto cronologicamente, è Luca Varani ovvero avvocato di buona famiglia – quando si usa questo termine il pensiero corre sempre al Circeo – di Pesaro che ha mandato due sicari a sfregiare la sua ex, Lucia Annibali, con il vetriolo. Per Varani è stata disposta una condanna a vent’anni mentre Lucia asserisce di aver già ricominciato a pensare esclusivamente alla propria vita, purtroppo indelebilmente marchiata, ma di nuovo possibile. Varani, in questi ultimi mesi di sovraesposizione mediatica, ha ricevuto molte lettere da parte di ammiratrici che lo bramano e gli dichiarano amore.

donne vallanzasca

E proprio nel carcere di Castrogno di Teramo, dove è recluso Varani, c’è un altro condannato notissimo ovvero Salvatore Parolisi: balzato alle cronache per essere stato giudicato colpevole dell’assassinio della moglie Melania Rea. Per entrambi ci sono centinaia di donne virtualmente “in fila” che dopo averne udite le gesta si dichiarano innamorate ed intenzionate ad essere la redenzione di questi uomini. Tralasciando la psicologia da due lire che viene elargita a grandi mani dai media e lasciando l’analisi di questi fenomeni a chi è davvero qualificato per farla, resta una storia che parla da sola ed è la storia di tutte le donne che hanno scelto e voluto chiamare amore persone che si sono macchiate di delitti atroci e disumani. Attenzione, non stiamo parlando di donne che sono rimaste al fianco di compagni che hanno scoperto essere colpevoli, bensì di donne che si sono innamorate venendo a conoscenza delle “imprese” di assassini, terroristi, stupratori e violenti. 

Come non pensare a Renato Vallanzasca, di cui le donne si infatuavano perdutamente nonostante i nonostante, cadute sotto i colpi del suo fascino anche la sua avvocatessa che fece carte false per salvarlo dalla prigione venendo accusata di essergli complice, la prima moglie che ammise di essersi follemente innamorata di lui dalla prima volta che lo vide alla televisione ma anche Emanuela, una ragazzina appena sedicenne proveniente da una famiglia molto ricca che Renato rapì e tenne in ostaggio per quaranta giorni, liberandola dopo aver ricevuto quattro miliardi dai genitori disperati. Anche lei, la giovane Emanuela, subisce il fascino di colui che la priva della libertà estorcendo denaro alla sua famiglia disperata. E ancora Donatella Papi, la giornalista che ha sposato Angelo Izzo, mostro del Circeo nonché colpevole di un duplice assassinio di una madre e della di lei figlia nel 2005, quando si è trovato in stato di libertà vigilata.

Rifiutarsi di riconoscere qualcosa di estremamente malato e pericoloso nelle donne che subiscono il fascino del male, con la consapevolezza di ciò che le attende, limitandosi a demonizzare gli uomini non è un atto che restituisce il tanto abusato termine “dignità” al genere femminile. La retorica retroattiva non serve a nessuno, al massimo a chi sceglie l’informazione di livello becero. Per cambiare davvero le cose aiutiamo le donne “a rischio” ad amarsi e ad avere un briciolo di criterio nell’elargire la propria fiducia e il proprio tempo.

 

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