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Leucemia: il supercomputer Watson di Ibm salva la vita a una donna

Potrebbe sembrare la trama di un film di fantascienza o un racconto analogo di letteratura. Invece è successo davvero ed è il primo caso documentato nella storia dei computer. Watson, il supercomputer di Ibm, ha salvato la vita a una donna afflitta da una grave forma di leucemia.

Watson è una forma di intelligenza artificiale sviluppata da Ibm ed è utilizzato attualmente anche in alcuni centri oncologici americani. Il caso riguardava una donna di sessant’anni affetta da una rara forma di leucemia. In un primo momento i medici avevano individuato la malattia come leucemia mieloide acuta, ma nessun trattamento si era dimostrato efficace nel combattere la patologia. In soccorso ai medici è arrivato Watson, il supercomputer, che in meno di dieci minuti ha risolto il caso e salvato la donna da morte certa.

Il supercomputer Watson, dopo aver analizzando circa 20 milioni di casi simili registrati nel proprio database, è riuscito a formulare un’altra diagnosi, più accurata, dalla quale è emerso che la forma di leucemia identificata era molto più rara di quanto stabilito dai medici. Uno di loro, Arinobu Tojo all’agenzia Efe News che ha diramato la notizia ha aggiunto: “L’intelligenza artificiale ha anche suggerito una nuova cura che fino a questo momento si è rivelata efficace“. Ora, questa intelligenza artificiale, aiuterà i medici di 14 cliniche sparse fra Canada e USA, a formulare nuove terapie basandosi sull’analisi del Dna tumorale dei singoli pazienti.

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