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L’ex capo del Ros Mario Mori ai microfoni di Ballarò: “Incontrai Ciancimino ma non fu trattativa”

Ballarò, è un’intervista che farà discutere quella all’ex capo generale del Ros Mario Mori: “Incontrai Ciancimino perché l’Italia era in ginocchio e lui era il personaggio più debole- ammette il generale che fu protagonista della cattura di Totò Riina- perché sarebbe andato sicuramente in galera: pensai che avrebbe potuto darci qualche spunto in cambio di un trattamento migliore”. Per Mori fu un baratto, non una trattativa: “E’ il codice di procedura penale a permetterlo, prevedendo che l’ufficiale di polizia giudiziaria tratti con le fonti– continua- articolo 202. E io a questo mi sono fermato. Io sono stato l’unico che ha avuto il coraggio di incontrare Ciancimino”.

Nella puntata che si intitola “I consumati” sono poi tanti i collegamenti: dal Regina Coeli per l’inchiesta scottante su “Mafia capitale” fino al disagio dei commercianti milanesi e delle operaie sarde dell’Igea. “Salvini è il nuovo aggiunto goleador del centrodestra” avrebbe invece detto Silvio Berlusconi durante la manifestazione milanese contro il fisco. Ma ai microfoni di Ballarò il segretario della Lega rifiuta il fritto misto della coalizione a destra: “Serve un progetto totalmente alternativo a Renzi ma che abbia base nelle piazze” ha risposto. Renato Brunetta e Nunzia De Girolamo, in studio, insistono sulla coalizione e sul fatto che non possa esistere l’alterità a Berlusconi: “L’asse della coalizione non si è mai rotto” si dice convinto Brunetta. E sulla foto “desnuda” del leader leghista sul settimanale Oggi: “Sono pronto a mettermi in discussione e a giocare– spiega Salvini- se serve a far parlare dei problemi della gente. A giorni, comunque, presenteremo un programma politico per il centro-sud”.

Ma le vere scintille in studio arrivano insieme al segretario della Fiom Maurizio Landini: “Servono investimenti pubblici e privati per ripartire; non basta licenziare più facilmente e far pagare un po’ meno tasse alle imprese. Il governo non interviene sulle ragioni che hanno prodotto questa crisi”. Per il segretario dei metalmeccanici il problema principale è la corruzione: “Ma Renzi non interessa, è troppo impegnato a fare accordi con i poteri forti”. Il sottosegretario di Stato per le Riforme costituzionali Ivan Scalfarotto non ci sta: “Landini fa il suo mestiere quando aiuta i lavoratori nelle fabbriche, fare politica non è il ruolo del sindacato”. “Se voi dite che il sindacato è bravo solo quando aiuta i lavoratori in azienda, avete un idea vecchia del sindacato– risponde il segretario Fiom- i lavoratori non hanno solo il diritto di dire in modo autonomo come può funzionare un’impresa, ma anche come vedono il mondo, come funziona il paese e di cosa avrebbe bisogno”.

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