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L’ex presidente e senatore Cuffaro anche in cella prende 6mila euro di vitalizio

Non esisterebbe una legge che neghi agli ex parlamentari in cella di percepire il loro sudato vitalizio. E così, anche se hai ricevuto una condanna a 7 anni per mafia, ricevi da dietro le sbarre 6mila euro lordi al mese. E’ quanto sta accadendo all’ex presidente dalla Regione Siciliana, nonché parlamentare della Repubblica, Salvatore Cuffaro.

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“Totò vasa vasa” – come viene chiamato da alcuni in Sicilia per il suo colorito modo di salutare tutti con due baci (“vasa” in siciliano vuol dire “bacia”) – è stato condannato definitivamente dalla cassazione il 22 gennaio 2011 per favoreggiamento della mafia e rivelazione di segreto d’ufficio. Secondo i magistrati, Cuffaro ha fatto trapelare a due esponenti mafiosi legati alla sanità siciliana importanti informazioni per sviare le indagini che li vedevano coinvolti insieme ad altri membri della criminalità organizzata. La vicenda giudiziaria ha avuto inizio nel 2005, quando Cuffaro era presidente dell’ARS (Assemblea Regionale Siciliana), nonché parlamentare. Nel 2008 arriva la sentenza in secondo grado, che conferma la condanna: in virtù di ciò Salvatore Cuffaro si è dimesso da presidente della Regione. Ma non è finita.

Nonostante questo, infati, il suo partito lo candida per le elezioni politiche di quell’anno. E puntualmente, nel 2009, viene eletto in Senato, diventando anche membro del Consiglio di vigilanza della Rai. Nel 2011 entra in carcere, ma vista la sua gloriosa storia politica il suo vitalizio gli viene puntualmente inviato a Rebibbia.

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