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Libia, l’orrore dell’Isis: La condanna dell’Italia e della comunità internazionale

Due giorni fa la foga dell‘Isis si è abbattuta come un fiume in piena sulla città libica di Sirte. Il gruppo jihadista ha compiuto diversi atti barbarici, portando sgomento e orrore in Libia. 12 persone sono state uccise e poi crocifisse. Nella stessa giornata l’esercito dell’Isis è entrato in un ospedale sparando indistintamente su 22 pazienti. Circa 100 persone, secondo quanto riportato dal Lybia Herald, sarebbero state vittime di esecuzioni sommari, crocifissioni, e violenze ingiustificate senza distinzioni tra uomini, donne e bambini.

Dure le accuse del premier libico premier libico Abdullah Al-Thinni che accusa la comunità internazionale di ignorare il dramma che si sta consumando nello stato libico. Anche l’amabasciatore libico presso le Nazioni Unite Ibrahim Dabbashi ha chiesto di agire contro “crimini senza precedenti”.

Intanto è arrivata la risposta dalle maggiori potenze europee e mondiali:””I Governi di Francia, Germania, Italia, Spagna, Gran Bretagna e Stati Uniti condannano con forza gli atti barbarici che terroristi affiliati all’Isis stanno perpetrando nella città libica di Sirte”.

Parole che lasciano trasparire un certo distacco dall’immane tragedia libica, come espresso in questo comunicato:””Gli avvenimenti terribili che stanno accadendo a Sirte – aggiungono i sei Paesi – sottolineano ancora quanto sia urgente che le varie fazioni libiche trovino un accordo per la formazione di un Governo di Concordia Nazionale che, in cooperazione con la comunità internazionale, possa garantire la sicurezza al Paese contro i gruppi di estremisti violenti che cercano di destabilizzarlo”Ribadiamo ancora una volta che non esiste una soluzione militare al conflitto politico in Libia, e rimaniamo preoccupati per la situazione economica e umanitaria che peggiora giorno dopo giorno. Siamo pronti a sostenere la messa in pratica di questo accordo politico, affinché il Governo di Concordia Nazionale e tutte le nuove istituzioni nazionali possano funzionare efficacemente e venire incontro alle necessità più urgenti del popolo libico”.

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