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Licenziamento collettivo 2017: mobilità, criteri di scelta e Naspi, ecco cosa sapere

Licenziamento collettivo, mobilità e Naspi: ecco tutto quello che c’è da sapere e quali saranno i cambiamenti apportati a partire dal 1° gennaio 2017. Anche in caso di licenziamento collettivo, infatti, il Jobs Act prevede che – a partire dal 2017 – l’indennità di mobilità venga sostituita dalla Naspi ovvero la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego.

=> TUTTE LE MODIFICHE INTRODOTTE DAL JOBS ACT

Licenziamento collettivo, mobilità o Naspi… Cosa cambia nel 2017? Il Jobs Act prevede che – a partire da gennaio del prossimo anno – l’unico ammortizzatore sociale in tema di disoccupazione sia la Naspi, la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, anche qualora la perdita di lavoro sia conseguenza di un licenziamento collettivo. Ciò significa che i lavoratori coinvolti in un licenziamento multiplo – quindi in aziende con più di 15 dipendenti – non potranno più avere accesso all’indennità di mobilità bensì alla Naspi. Sebbene si tratti in entrambi i casi di un ammortizzatore sociale pensato per le persone che hanno perso il lavoro, le modifiche di trattamento saranno sostanziali.

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Se l’indennità di mobilità prevede infatti una retribuzione pari al 100% del trattamento di cassa integrazione e quindi dell’80% del normale stipendio, il compenso percepito con la Naspi sarà del 75% dell’imponibile medio mensile Inps – spesso coincidente con il lordo dello stipendio – degli ultimi 4 anni. La Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego prevede però una decurtazione del 3% a già a partire dal quarto mese di percezione del sussidio; la durata invece sarà pari alla metà delle settimane lavorate negli ultimi quattro anni sino ad un massimo di 24 mesi.

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