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Licenziamento per malattia in Italia: disoccupazione sì o no? Tutte le info utili (GUIDA COMPLETA)

Licenziamento per malattia, quando si perde il posto in Italia? Il dipendente non ha solamente dei diritti, ma anche dei doveri. La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità del licenziamento qualora il dipendente in malattia svolga attività che possono ostacolare la sua guarigione. Il periodo coperto dall’indennità di malattia, infatti, prevede che il dipendenti rispettino determinati doveri. Non solo il dipendente deve fare comunicazione della malattia al proprio datore di lavoro, richiedere il certificato al proprio medico di base e rispettare gli orari di reperibilità previsti per le visite fiscali, ma è anche chiamato a curarsi e a non svolgere tutte quelle attività che potrebbero peggiorare le proprie condizioni di salute oppure rallentare il percorso di guarigione. Ma chi viene licenziato per malattia ha diritto al sussidio di disoccupazione?

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Licenziamento per malattia in Italia: si ha diritto alla disoccupazione?

Licenziamento per malattia in Italia, il dipendente che non può più lavorare per sopraggiunte difficoltà fisiche causate da una malattia invalidante ha diritto alla disoccupazione? Se questi è costretto a dimettersi in quanto non più capace di svolgere le proprie mansioni non può ottenere la Naspi. Ad affermarlo – come riporta Laleggeperutti – è stata più volte la Cassazione anche di recente. Secondo la Corte Suprema, l’indennità di disoccupazione spetta in caso di dimissioni involontarie, cioè rassegnate a causa di un comportamento di un “fatto grave imputabile al datore di lavoro o a un terzo”, non già alla situazione soggettiva del lavoratore la cui scelta, anche se dettata da gravi e ineludibili motivi di salute, è comunque volontaria.

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Malattia dipendente: cosa fare per non perdere la disoccupazione?

Che rimane da fare al dipendente? Solo chiedere al datore che sia lui a licenziarlo. Difatti la legge stabilisce che, quando un dipendente diventa incompatibile con le mansioni affidategli per via di sopraggiunta invalidità, l’azienda deve priva verificare se sia possibile adibirlo ad altre attività, se del caso anche di rango inferiore con il cosiddetto ripescaggio. Solo nel caso in cui non vi siano altri posti da ricoprire, il datore può passare al licenziamento; in tal caso, essendo la risoluzione del rapporto di lavoro un atto proveniente dall’azienda, al dipendente spetta la disoccupazione. Se invece è quest’ultimo ad anticipare la decisione, non avrà diritto a niente.

Licenziamento per malattia in Italia: sentenza della Cassazione

Secondo la recente sentenza della Corte di Cassazione numero 6047/2018 il lavoratore in malattia può essere licenziato dal proprio datore di lavoro per giusta causa. Il caso arrivato in Cassazione ha visto vincere un’azienda che aveva disposto un licenziamento per giusta causa di un dipendente in malattia per lombosciatalgia che, durante il periodo di indennità ha partecipato a un concerto, suonando sul palco con il suo gruppo musicale. L’azienda è venuta a conoscenza dell’accaduto tramite il profilo Facebook del dipendente stesso. La risposta della Corte di Cassazione è stata chiara: l’azienda è legittimata a procedere con il licenziamento per giusta causa qualora il dipendente svolga attività che con molta probabilità prolungano il periodo di malattia. Lo svolgimento dell’attività di rischio, aggiunge la Cassazione, porta a presumere l’inesistenza stessa della malattia, gettando le base per la giustificazione di un licenziamento da parte del datore di lavoro.

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