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Licenziamento per scarso rendimento: quando si verifica e cosa deve sapere il lavoratore

Un dipendente può essere licenziato per scarso rendimento? La risposta è “sì”, anche se devono sussistere particolari condizioni che comprovano il perdurare di un comportamento recidivo e continuo, a cui è seguito più di un richiamo: ecco cosa deve sapere il lavoratore.

Licenziamento per scarso rendimento: che cos’è?

Nel momento in cui cui un lavoratore esegue il suo compito senza la professionalità e la diligenza necessarie per un periodo di tempo apprezzabile, lo “scarto” rispetto ai parametri richiesti può mettere in discussione la prosecuzione del rapporto di lavoro. Nella maggior parte dei casi questa situazione è dovuta al comportamento doloso del lavoratore, motivo per cui questa particolare forma di licenziamento rientra tra quelli per giustificato motivo soggettivo (esistono tuttavia casi in cui il licenziamento viene disposto per “giustificato motivo oggettivo”, vedi ultimo paragrafo).

Quali “indici” considera la giurisprudenza per valutare i casi di licenziamento per scarso rendimento?

Come riportato in un recente articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore, la giurisprudenza – e in particolare la Corte di Cassazione che è stata chiamata a pronunciare sentenze in materia – ha posto l’accento su alcuni indici da considerare: 1) il risultato deve essere inferiore rispetto alla media delle prestazioni rese dai lavoratori con le stesse mansioni e la stessa qualifica; 2) lo “scostamento” deve consistere in una sproporzione significativa tra il risultato del lavoratore e quelli medi degli altri lavoratori; 3) la condotta del lavoratore (fondata su dolo o colpa) deve essere valutata in un determinato arco temporale e non in relazione ad un episodio singolo, o ad accadimenti sporadici, di rendimento “sotto la media”.

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Cosa deve sapere il lavoratore

Il licenziamento per scarso rendimento può essere disposto solo nel caso di una condotta grave del dipendente, che può consistere anche in assenze reiterate nel tempo. E’ comunque compito del datore di lavoro inviare al dipendente un sollecito per richiamarlo ai suoi impegni e successivamente dimostrare, in caso di comportamento reiterato da parte di quest’ultimo, l’inadempimento degli obblighi assunti. Di recente la Cassazione ha ritenuto che le sanzioni disciplinari da sole non bastino a parlare di scarso rendimento: al comportamento del lavoratore deve essere correlato al danno all’azienda e anche all’incidenza di quest’ultimo rispetto alla produzione.

Licenziamento per scarso rendimento: le “colpe” involontarie del lavoratore

Lo scarso rendimento a volte prescinde dall’intenzionalità del lavoratore. Come chiarito sul portale La Legge per Tutti, ci sono casi in cui può venir meno l’interesse dell’azienda alla prestazione lavorativa (licenziamento per giustificato motivo oggettivo). Qualche esempio? Quando il lavoratore è assente per malattia per un lungo periodo, tanto da non riuscire a portare avanti le sue mansioni senza pesare pesantemente sull’organizzazione dell’azienda o se per qualche motivo risulta inidoneo allo svolgimento dei compiti che gli sono stati affidati, per mancanza di capacità e della preparazione necessaria, il lavoratore può essere licenziato per giustificato motivo oggettivo. Per saperne di più, fate riferimento a un patronato o a un sindacato.

In apertura: foto di Goumbik/Pixabay.com

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