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Licio Gelli: è morto a 96 anni l’ex ‘Venerabile’ della loggia P2

Licio Gelli è morto. Si è spento all’età di 96 anni l’uomo-ombra, l’ex Venerabile della loggia P2, protagonista e custode di molti dei più oscuri segreti della storia repubblicana d’Italia. Il capo della loggia massonica è deceduto dopo le 23 a Villa Wanda, sua residenza ad Arezzo, dove era rientrato dopo un ricovero prima all’ospedale San Donato di Arezzo, poi nella clinica pisana di San Rossore.

Tra vicende giudiziarie, rapporti occulti con il potere, arresti, condanne e guai con il fisco, il nome di Licio Gelli si è sempre affiancato alle grandi questioni insolute del nostro Paese: dal caso Moro alla strage di Bologna del 1980, che gli costò una condanna per depistaggio, dal crac del Banco Ambrosiano, Tangentopoli, al crac Sindona e al Caso Calvi.

Licio Gelli era nato a Pistoia il 21 aprile 1919, appena 18enne si arruolò nelle ‘camicie nere’ di Franco di Spagna: fu fascista, repubblichino e poi partigiano. Nel 1963 si iscrisse alla massoneria, di cui diventò segretario, ‘gran Maestro’ e capo assoluto, riuscendo a stringere rapporti con tutti i rami del potere e legando così indissolubilmente il suo nome a tutti gli scandali degli ultimi 30 anni della storia d’Italia.

La pubblicazione, il 17 marzo 1981, della lista di nomi illustri affiliati alla loggia segreta del gran Maestro, avvenuta nell’ambito delle indagini sul crac Sindona, causò un vero e proprio terremoto politico in Italia, che travolse gran parte della classe dirigente italiana.

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