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Liliana Segre, 200 insulti razziali al giorno: «Hitler non hai fatto bene il tuo mestiere»

Duecento messaggi al giorno incitanti all’odio razziale. Tanti ne riceve, in media, Liliana Segre, simbolo e memoria storica della Shoah. È quanto scrive oggi “La Repubblica” e dell’argomento la senatrice a vita parlerà lunedì, 28 ottobre 2019, in un convegno, che si terrà dalle 14 in poi allo Iulm di Milano, dal titolo “Dal Binario 21 ad Auschwitz. Il linguaggio dell’odio: incontro con Liliana Segre”. 

Liliana Segre, 200 insulti razziali al giorno: «Hitler non hai fatto bene il tuo mestiere»

“Questa (…) ebrea di m. si chiama Liliana Segre, chiedetevi che cazzo ha fatto (così è scritto, senza h, Ndr) per diventare senatrice a vita stipendiata da noi ed è pro invasione? Hitler non ai (ancora senza h) fatto bene il tuo mestiere”. Messaggi choc che l’89enne riceve quotidianamente. E ancora frasi assurde come “I campi di sterminio sono una fandonia come l’11 settembre” o “Vivere nell’ombra dell’Olocausto ed aspettarsi di essere perdonati di ogni cosa che fanno, a motivo della loro sofferenza passata, mi sembra un eccesso di pretese”. Tutto documentato in un un articolo de “La Repubblica”, che ha riferito parole e minacce di un rapporto dell’Osservatorio sull’antisemitismo. Purtroppo nel mirino degli hater la Segre è finita dal 19 gennaio 2018, da quando il presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’ha nominata senatrice a vita: «Chissà quanto ci costerà» – si chiedeva tre giorni dopo un blogger – «Le sarebbe piaciuto avere subito qualche milioncino, visto che la passione dei nasoni sono ‘li sordi». 

Solidarietà dal mondo della politica

E Liliana Segre, deportata dal binario 21 della stazione di Milano Centrale al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau il 30 gennaio del 1944, non è la sola vittima dei messaggi pieni di odio: sott’attacco ci sono anche Gad Lerner, George Soros, Mark Zuckerberg e David Sassoli. Come scrive pure “Il Fatto Quotidiano” dietro agli hater ci sarebbero antisemiti protetti dall’anonimato dei social o esponenti di estrema destra. Ad esprimere solidarietà nei confronti di Liliana Segre tanti esponenti della politica. «Sono schifato, non trovo termine più adatto per commentare i continui messaggi. Sono insulti antisemiti o di genere che non possono passare più inosservati. Stiamo entrando negli anni venti del nuovo millennio: nessuno si tiri indietro affinché siano anni di pace, di rispetto della dignità umana e di valorizzazione delle differenze. Grazie anche questa volta per il suo coraggio, a una grande donna italiana! Lei non sarà mai sola!», ha scritto il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti. «Duecento insulti razzisti al giorno contro Liliana Segre sono la cifra terribile di un degrado umano, di una vergogna morale e culturale che va combattuto e condannato con tutte le armi della ragione!», ha chiosato Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia. 

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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