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Liliana Segre cittadina onoraria, la ‘risposta’ di migliaia di comuni: quasi ottomila in tutta Italia

La polemica scoppiata qualche settimana fa intorno al ‘caso’ Liliana Segre e alla cittadinanza onoraria negata dalla città di Biella, ha spinto diversi comuni a scegliere di iscrivere la senatrice a vita nel proprio registro quale cittadina onoraria. Reggio Emilia e Piacenza tra le ultime, ma si contano ben ottomila amministrazioni comunali in tutta Italia pronte a concedere alla Segre la cittadinanza onoraria o, come nel caso di Pavia, un’onorificenza comunale. Milano, la città in cui vive, Pesaro, luogo d’origine del marito, ma anche Trieste, Biella – dopo l’equivoco e la protesta di Ezio Greggio – Torino, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli e Palermo.

liliana segre cittadina onoraria

Liliana Segre cittadina onoraria: moltissimi i comuni in tutta Italia

Non solo capoluoghi di provincia – senza distinzione di schieramenti – anche migliaia di piccoli centri hanno riconosciuto Liliana Segre come cittadina onoraria del proprio comune. Il record in Sicilia, dove in provincia di Trapani ventiquattro comuni su venticinque hanno attivato le procedure. «Solo una quindicina di comuni ci ha mandato una comunicazione formale – spiegano a palazzo Madama alla segreteria della senatrice – ma sappiamo che sono moltissimi, in tutte le regioni».

«Siamo l’isola dell’accoglienza – ha spiegato Francesco Re, uno dei delegati di Anci Sicilia a Milano per la marcia di solidarietà e sindaco di Santo Stefano di Camastra nel Messinese – e tutti i comuni dovrebbero adottare questa delibera che va ben oltre il gesto simbolico ma è un atto di testimonianza, di memoria collettiva che non può mai essere cancellata perché non tolleriamo che l’odio e il razzismo rimangano nel silenzio o vincano. Tutti insieme, noi sindaci italiani, a Milano stiamo dando a nome di tutti una risposta collettiva: l’odio non ha futuro».

liliana segre cittadina onoraria

La senatrice a vita onorata dalle richieste

E intanto la senatrice a vita – visto il numero di richieste che la vorrebbero cittadina onoraria – ha già detto di esserne onorata e di voler accoglierle tutte, spiegando ovviamente di non poter essere presente a tutte le consegne. Nel frattempo, sono già oltre 200 i sindaci che hanno firmato anche il «Manifesto della Comunicazione non Ostile», ovvero dieci principi per contrastare l’odio in rete e sostenere un uso consapevole del linguaggio.

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