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Liliana Segre, lettera toccante di Filippo Rossi: «Quello che ti sta succedendo è anche colpa mia!»

Il 19 gennaio del 2018 Liliana Segre è stata nominata senatrice a vita da Sergio Mattarella. Quello stesso presidente della Repubblica italiana che oggi si è trovato a commentare la protezione disposta per la superstite dell’Olocausto: «Se qualcuno arriva a dire a una bambina sull’autobus non ti puoi sedere accanto a me perché hai la pelle di colore differente, se è necessario a una signora anziana che non ha mai fatto male alcuno ma che il male lo ha subito da bambina in modo crudele come Liliana Segre di avere una scorta vuol dire che questi interrogativi dei bambini, che chiedono solidarietà invece di odio, non sono astratti o retorici ma molto concreti». Sulla questione è intervenuto, oggi, anche Filippo Rossi, direttore artistico di Caffeina Festival, che ha scritto per l’89enne milanese una lettera pubblicata sulle pagine de Il Fatto Quotidiano.

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Liliana Segre, lettera di Filippo Rossi: «Quello che ti sta succedendo è anche colpa mia!»

«Cara Liliana Segre, ti scrivo questa lettera aperta per chiederti scusa, per chiederti di perdonarci. Quello che ti sta succedendo è responsabilità anche mia. Io sono di destra, lo sono sempre stato. Adesso che ti vedo, dolce nonna novantenne, costretta a subire la presenza di una scorta solo per avere il diritto di passeggiare con tranquillità capisco che abbiano sbagliato tutto, che non abbiano combattuto una battaglia di civiltà», comincia così la toccante lettera di Filippo Rossi. «Non voglio vivere in un Paese dove una donna che gira coraggiosamente l’Italia per raccontare ai più giovani quell’orrore chiamato Olocausto, dal quale ancora oggi una certa destra non ha il coraggio di prendere definitivamente le distanze, si ritrova costretta a dover camminare fianco a fianco a degli agenti che la proteggono. E ancora, con fermezza, l’operatore culturale (così ama definirsi Filippo Rossi) ha ribadito le angherie con cui ha dovuto confrontarsi la senatrice a vita negli ultimi tempi: «Dopo aver ricevuto l’odio degli utenti, inferociti giorno dopo giorno dalla propaganda di partitiche poco hanno a che fare con uno Stato di diritto. Dopo essersi vista rifiutata persino la cittadinanza onoraria nella città di Pescara dalla giunta leghista di turno, occasione mancata per ridistendere i toni, ennesimo pretesto per stuzzicare gli istinti più beceri dell’elettorato». 

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«Mi sento coinvolto perché la mia destra ha fatto e fa poco per contrastare questa deriva bestiale!»

Parole forti, che esprimono lo sconcerto, ma anche la rabbia di chi non può accettare che in un paese come il nostro una vittima dell’Olocausto debba difendersi da attacchi bassi, offese e insulti squallidi. «Io sono di destra e ripudio questa destra dominante, destra rabbiosa e bavosa, destra cattiva»prosegue Filippo Rossi, che sta girando l’Italia per parlare della “sua umilissima buona destra”. Il direttore artistico di Caffeina Festival si è detto “impotente di fronte all’indicibile di leader politici complici di tutto questo, ancora adesso volutamente vaghi e fumosi di fronte a polemiche che richiederebbero, invece, senso di responsabilità”. Infine l’affondo duro: «Mi sento coinvolto perché la mia destra ha fatto e fa poco per contrastare questa deriva bestiale. Ti prego perdonami, anche per loro. Perché se esistono, se hanno tutto questo potere è colpa anche di quelli come me che li hanno lasciati fare». 

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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