in ,

L’Italia va a fondo ma il Governo non se ne accorge

C’era una volta il governo tecnico guidato da Mario Monti che ci avrebbe salvato da un sicuro default causa spread impazzito. Ora c’è il governo di larghe intese, l’esecutivo “del Presidente” con l’innaturale alleanza tra opposti tenuta insieme dal volenteroso boy-scout Enrico Letta. Ma la musica non cambia, nel futuro dell’Italia gli osservatori più attenti vedono nulla di buono, anzi.

Imprese delocalizzazione

Con la presentazione della Legge di stabilità la già scarsa fiducia nella capacità dell’esecutivo Letta di dare una scossa alla depressa economia del bel paese è crollata del tutto. E da qualche giorno è un concerto di fischi verso le scelte, o meglio, le non-scelte di Palazzo Chigi in tema di tagli alla spesa e investimenti per la crescita.

Ha iniziato il professor Roberto Orsi, docente alla London School of Economics, ad affermare dalle colonne del blog di Beppe Grillo che il nostro è un paese in stato vegetativo destinato ad una lenta agonia: lo dicono tutti i dati macroeconomici. Ha scritto Orsi “Il 15% del settore manifatturiero in Italia, prima della crisi il più grande in Europa dopo la Germania, è stato distrutto e circa 32.000 aziende sono scomparse. Questo dato da solo dimostra l’immensa quantità di danni irreparabili che il Paese subisce.”

Hanno poi rincarato qualche giorno fa i professori della Voce.info: con un fondo dall’eloquente titolo “Legge di stabilità: è omissione di soccorso” e definendo la legge finanziaria licenziata dal Consiglio dei Ministri come una cura omeopatica per un malato grave. Sotto accusa soprattutto il mancato taglio delle tasse sul lavoro, o meglio, il risibile taglio praticato, buono solo a far imbestialire ancor di più imprenditori e lavoratori, sempre più sfiduciati.

Che cosa dobbiamo aspettarci dunque? Nulla di buono a breve termine, anzi: con l’inizio dell’anno e i nuovi aumenti indiscriminati a salassare soprattutto le tasche dei monoreddito, degli autonomi di fascia media e dei piccoli imprenditori si prevedono nuove e più forti tensioni sociali. Tensioni che questa volta potrebbero sfociare in qualcosa di molto più grave della pacifica seppur incazzata onda dello tsunami grillino.

Alejandro Gomez

Gomez e Ramirez sperano di ritornare in Italia

un posto al sole

Un Posto al Sole anticipazioni 21-23 ottobre: l’appuntamento di Genny e Rossella