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Livorno, 30enne muore ad un rave party: ritrovata nella sua auto

Dal primo novembre 2019 per tre giorni di seguito si è tenuto a Livorno un rave party. La festa da “sballo” si è svolta all’interno dell’ex fabbrica Trw. Il rave purtroppo non si è concluso nel migliore dei modi. Una ragazza di 30 anni è stata trovata morta questa mattina, 4 novembre 2019, all’interno della sua macchina. Una tragedia che ha dell’assurdo, sembra la trama di un film poliziesco, ma purtroppo è tutto vero. Al momento gli inquirenti hanno posto sotto sequestro tutta la zona per poter svolgere le dovute indagini e far chiarezza su tutta la vicenda. La notizia della morte della ragazza ha gettato nello sconforto più assoluto la famiglia e l’intera comunità.

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Livorno, 30enne muore ad un rave party

Per il weekend del primo novembre a Livorno è stato organizzato un rave party. Alla festa hanno partecipato oltre 1500 persone venute da tutta Italia. Tra i partecipanti c’era anche lei, Moira Piermarini, una 30enne originaria di Roma. La ragazza attualmente risiedeva a Vecchiano, in provincia di Pisa, dove faceva la parrucchiera. Il suo corpo senza vita è stato ritrovato questa mattina, 4 novembre 2019, all’interno della sua auto parcheggiata nei pressi dei capannoni dell’ex fabbrica nella quale si era svolto il rave party non autorizzato. Sul posto sono giunti anche i medici del 118, che non hanno potuto far altro che costatarne il decesso. Ora solo l’autopsia potrà dire con certezza per quali motivi la giovane ragazza sia morta e soprattutto rivelerà anche la presenza o meno di sostanze stupefacenti all’interno del suo corpo. Per ora tutta la zona è stata posta sotto sequestro per poter svolgere le indagini e ricostruire quanto accaduto.

Le parole del sindaco di Livorno

Il sindaco di Livorno, Luca Salvetti, nei giorni scorsi aveva chiesto alle autorità di intervenire per impedire la festa. Il sindaco, come riportato da La Repubblica, prima del rave party aveva dichiarato: «Ho parlato col questore. Ancora una volta un sito privato dismesso viene utilizzato, senza autorizzazione, per un’iniziativa che sembra destinata ad accogliere centinaia di giovani e, si presume, anche, senza le dovute misure di sicurezza. Al di là di ogni valutazione dal punto di vista sociale e delle politiche giovanili, si tratta di una questione molto seria dal punto di vista dell’ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini coinvolti».

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Foto di repertorio

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