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Lo Schiaccianoci della compagnia Nazionale di Raffaele Paganini, la recensione

Il 20 dicembre UrbanPost ha avuto il piacere di assistere al balletto dello Schiaccianoci della compagnia Nazionale di Raffaele Paganini, in scena al Teatro della Luna di Milano. La compagnia di giovanissimi talenti, ha calcato il palcoscenico accompagnando artisti di fama mondiale del calibro di Vittorio Galloro e Arianna Lafita Gonzalves, Etoilès del Balletto di Cuba, rispettivamente lo Schiaccianoci e Clara,  dando vita ad uno spettacolo piacevole, breve, ma intenso. L’esecuzione è stata fedele alla trama del balletto “Lo Schiaccianoci”, una favola borghese scritta e composta da Hoffmann. Alzato il sipario, si è subito introdotti in un’atmosfera giocosa e natalizia. In occasione di una festa organizzata per gli amici del sindaco, papà di clara, e dei loro figli, a casa di lui, i bambini si ritrovano a giocare in salotto, facendosi scherzi e dispetti. Al momento dello scambio dei regali di Natale, arriva il signor Drosselmeyer, un amico di famiglia, che porta doni ai ragazzini, intrattiene eseguendo giochi di prestigio. Molto coinvolgente, durante questi trucchi, il ballo di coppia dei poirot, brano in cui, dopo un incipit eccessivamente lento, si inizia ad assaporare finalmente la magia della danza. L’ospite, dona a Clara, la sua pupilla, uno schiaccianoci di legno, con le sembianze di un soldatino. Questo però, viene rotto per dispetto dal fratello di lei, Fritz. Dopodiché, l’atmosfera entra finalmente nel vivo, con un elegante passo a due dei genitori di Clara, seguito da un passo a tre, che vede coinvolto anche il Drosselmeyer.

Clara stanca e delusa dal comportamento del fratello, si addormenta e comincia a sognare. Inseguta dallo spauracchio del fratello e degli amici maschi che le vogliono sottrarre il gioco, la ragazzina si riscopre presto in un incubo, costellato di strane figure che si alternano graziosamente sulla scena. Dopo l’emozionante e romanticissimo incontro tra i due protagonisti, il principe Schiaccianoci e Clara, che vivono il loro amore a passo di danza, fanno ingresso sulla scena tanti personaggi, e comincia il viaggio nel mondo fatato. Lo spettacolo, con la regia di Luigi Martelletta, ha prediletto un racconto incentrato sulla componente magica e favolistica, tralasciando gli aspetti più inquietanti della storia. I ballerini, caratterizzati da grandi doti fisiche, e quella leggera insicurezza di chi è ancora agli esordi, hanno interpretato a rotazione, diversi ruoli, ciascuno contraddistinto per il carisma dal forte impatto teatrale.

Nel secondo tempo, tutto all’insegna del ballo, vengono riproposte tutte le danze più note: la danza russa, quella spagnola, il valzer dei fiori, quella delle fatine dei fiocchi di neve, e così via. Particolarmente suggestive la danza araba e quella cinese. Nella prima, una donna, agghindata a danzatrice del ventre, sensuale, sinuosa e ammaliante, balla sottomessa e sottomettendo il suo uomo, con i polsi incatenati. Ampio spazio è dato alle prese e alla dinamicità del movimento, che unisce la coppia in un continuum armonico con la musica, senza che mai venga perso il contatto tra i corpi, e con il movimento, così ché la fluidità e l’espressione dei passi, raggiungono il loro livello più alto. Nella danza cinese, invece, i toni sono più allegri e incalzanti. Una danzatrice si muove veloce, eseguendo una serie di batterie, tenendo gli avambracci sempre sollevati, quasi a muovere solo la parte inferiore del corpo. La difficoltà, dunque, è visibile, ma la cinesina non perde il sorriso, danza in modo conturbante, e conquista la simpatia del pubblico, che ne accompagna i movimenti con il battere delle mani, Gran finale con il trionfo della felicità e dell’amore tra Clara e lo Schiaccianoci, evoluzioni aeree, diagonali di salti, e grandi giri. Uno spettacolo da non perdere, insomma, perché leggero e coinvolgente, anche per i più piccoli.

Foto: ilpopoloveneto.blogspot.com

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