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Lo stress può colpire anche i neonati, uno studio italo-americano lo dimostra

Dalla sinergia e impegno di un team di ricercatori italo-americano dell’ Irccs Medea – La nostra Famiglia e dell’autorevole Harvard Medical School di Boston, è emerso che fattori di stress possono segnare indelebilmente anche i neonati, durante i primi mesi di vita. La ricerca è partita da un punto fermo, e cioè che i bambini molto piccoli hanno la capacità di ricordare oggetti o azioni o un evento che ha causato loro disagio, malessere e quindi stress.mamma e neonato

Appena nati sono involontariamente sottoposti a molti piccoli stress di natura socio-emozionale, e la loro memoria sa conservare eventi sociali ed emozioni. Da ciò ha preso spunto questo studio, che ha sottoposto ad un test particolare vari neonati e rispettive madri, in un percorso – creato apposta – denominato paradigma “Face-to-Face Still-Face” (FFSF) che li ha visti coinvolti in un’interazione ‘viso a viso’.

Le mamme, come da programma, hanno sospeso momentaneamente la comunicazione con i loro figli, senza parlargli o toccarli, mantenendo contemporaneamente un’espressione neutra del volto. I bambini hanno reagito con quella che in gergo medico-scientifico è definita effetto still-face: una riduzione del coinvolgimento sociale positivo e un concomitante incremento del coinvolgimento negativo come agitazionerichiesta di essere preso in braccio pianto, tutte prove tangibili di stress. E’ appurato, quindi, che quando la mamma sospende la comunicazione con suo figlio, lui manifesta segni fisiologici di stress, e ciò va a condizionare i livelli del cortisolo, comunemente denominato ormone dello stress, appunto. I dettagli dello studio, condotto dal dott. Rosario Montirosso, sono stati appena pubblicati nella rivista americana PlosOne.

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