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Lodi, Josephine trovata morta e nuda in piscina: per la Bruzzone “non era sola quando morì”

Lodi, è ancora fitto il mistero sulla morte di Josephine Odijie, la 35enne nigeriana trovata senza vita in piscina lo scorso 3 giugno, nuda e con il corpo pieno di lividi, all’interno dell’alloggio della cascina Reghinera a Castelgerundo, di proprietà del compagno della ragazza, il 78enne Stefano Acerbi, dove Josephine viveva da sola. L’anziano, assente dall’abitazione la sera della morte, abita infatti nella cascina accanto a quella che era in uso alla donna, ubicata all’interno della medesima proprietà. A oltre tre mesi dai fatti ancora non è chiaro cosa sia successo quella notte.

Josephine, il giallo dei vestiti

La ragazza quella notte aveva bevuto tanto alcol, le bottiglie vuote sono state ritrovate all’interno dell’appartamento. Sul corpo di Josephine tanti strani lividi (compatibili sia con una caduta sia con uno scenario violento) ed un particolare molto sospetto: a bordo piscina solo un telo in spugna, la ragazza infatti era in acqua nuda. I suoi vestiti, però, non sono mai stati ritrovati. Qualcuno era con lei in quel momento? L’ha vista cadere in acqua, l’ha vista morire? E soprattutto, ha fatto sparire i suoi abiti? Questi ed altri interrogativi sono tutti ancora senza una risposta. Il fascicolo di indagine, aperto per omicidio, è infatti a carico di ignoti.

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Trovata morta in piscina a Lodi, Bruzzone: “Josephine non era sola quando morì”

La criminologa Roberta Bruzzone, sulle pagine del settimanale Giallo, affrontando il caso nella sua rubrica si è detta propensa a pensare che quando è morta Josephine non fosse sola. Ecco le sue parole: “Sono ancora diversi gli aspetti da chiarire. La procura sta procedendo per l’ipotesi di omicidio volontario, anche se al momento non ci sono iscritti nel registro degli indagati. Secondo quanto sarebbe emerso dall’autopsia e dagli esami tossicologici, la donna nel periodo immediatamente precedente al decesso avrebbe ingerito una notevole quantità di alcol. Ritengo improbabile che fosse da sola in quell’intervallo temporale. Poi Josephine avrebbe deciso di fare il bagno in piscina completamente nuda, percorrendo i pochi metri di cortile che separavano il suo alloggio dalla zona della piscina. A mio avviso l’ipotesi omicidiaria resta quella da privilegiare. Almeno per il momento”.

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