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Lombardia, due ginecologi su tre non praticano aborto

In Lombardia il numero degli aborti volontari è calato nel 2014 del 5,2% rispetto all’anno precedente: in pratica quasi 16mila donne rinunciano al parto, in sei casi su dieci sono italiane di età compresa tra i 25 e i 40 anni con buona istruzione e un lavoro stabile. Questa è la fotografia emersa dalla relazione annuale del ministero della Salute sulla regione.

Il numero degli aborti in Lombardia si è quindi attenuato ma rimane tuttavia elevato considerata l’alta percentuale di ginecologi che – per motivi soprattutto religiosi – rifiutano di praticare le interruzioni volontarie di gravidanza, quasi 2 su 3, infatti, sono obiettori. Il dato costringe molte strutture ospedaliere a ricorrere a medici con contratti di collaborazione a gettone per soddisfare le eventuali richieste delle pazienti: “Il dato può essere spiegato grazie al ricorso più consapevole da parte della donna alla contraccezione, soprattutto per quanto riguarda le straniere”, spiega Enrico Ferrazzi, primario di Ginecologia al Buzzi.

Dai dati emersi dalla relazione del ministero della Salute si evince, inoltre, che in Lombardia il numero di donne che ricorrono ai medicinali abortivi per interrompere la gravidanza è sempre più basso: solo il 3,3% ne fanno uso, a dispetto delle altre regioni: La Liguria è al 30,5 %, l’Emilia oltre il 21, per citarne alcune.

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