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Lorenzo morto al Guendalina, l’autopsia: “Decesso avvenuto per cardiomiopatia”

Nessuna presenza di alcol o sostanze stupefacenti nel sangue: Lorenzo Toma, il 18enne morto all’alba di domenica 9 agosto fuori dalla discoteca Guendalina  di Santa Cesarea Terme (Lecce), era affetto da una cardiomiopatia ipertrofica, che può anche cagionare morte improvvisa.

A certificarlo l’esito dell’esame autoptico eseguito all’ospedale Fazzi di Lecce sul cadavere del giovane. Lorenzo era malato di cuore, per questo motivo è morto; la patologia da cui era affetto può infatti provocare il restringimento della cavità del ventricolo sinistro del cuore, e quindi la morte, soprattutto in situazioni di stress.

Sulla morte del giovane era stato aperto un fascicolo di indagine con l’ipotesi di reato di ‘morte come conseguenza di altro delitto’. L’autopsia sul corpo del 19enne è stata eseguita dal dottor Alberto Tortorella, incaricato dal sostituto procuratore presso il tribunale di Lecce Stefania Mininni. Durante l’esame, che si è svolto in presenza del cardiologo Claudio Perrone, consulente nominato dalla famiglia della vittima ed ora il medico legale, il medico legale ha anche effettuato dei prelievi per i successivi esami istologici e tossicologici, i cui risultati dovranno essere notificati al magistrato entro 60 giorni.

Guillherme Siqueira

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