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Lorenzo Orsetti, ucciso dall’Isis: “Solo così si cambia il mondo”, la lettera-testamento

Aveva lasciato la sua città e il suo lavoro, Lorenzo Orsetti, il trentatreenne fiorentino ucciso durante l’assedio di Baghuz, ultima roccaforte siriana dello Stato islamico. Oltre un anno e mezzo fa, Lorenzo aveva deciso di abbandonare la sua attività di cuoco e sommelier per andare a combattere gli jihadisti dell’Isis in Siria. Arruolatosi volontario nelle fila delle milizie curde dell’Ypg, legate al Pkk turco, Orsetti era davvero fiero della sua “battaglia di civiltà” contro lo Stato islamico. In più occasioni aveva ribadito la sua ostinazione nel rimanere al fianco dei curdi nonostante i genitori lo pregassero di tornare.

Lorenzo Orsetti, l’ultima intervista: “Sarebbe orribile girarsi dall’altra parte”

L’ultima intervista, Lorenzo l’aveva rilasciata appena l’11 marzo scorso, ad una settimana dall’annuncio della sua morte da parte dall’organo di propaganda dell’Isis. La pubblicazione della sua tessera sanitaria e di una carta di credito insieme alla scritta in arabo “il crociato italiano ucciso negli scontri nella città di Baghuz”, hanno messo fine ad ogni speranza. Proprio quando aveva rilasciato le ultime dichiarazioni parlando con radio Ondarossa, Lorenzo aveva affermato “a livello bellico lo Stato islamico è stato sconfitto” e pertanto, ora “sarebbe orribile vedere un’altra volta il mondo girarsi dall’altra parte, mentre civili e bambini muoiono nel peggiore dei modi. Perché io li ho visti, i cadaveri carbonizzati della gente, sotto gli air strike”.

Lorenzo Orsetti, la lettera- testamento

Lorenzo era ben consapevole dei rischi cui andava incontro, per questo aveva scritto una lettera-testamento da leggere in caso di morte: “Ciao, se state leggendo questo messaggio significa che non sono più in questo mondo. Vi auguro tutto il bene possibile e spero che anche voi un giorno (se non l’avete già fatto) decidiate di dare la vita per il prossimo, perché solo così si cambia il mondo”. Lui, che come nome di battaglia aveva scelto ‘Tekosher’, ovvero il ‘lottatore’, aveva firmato quelle righe proprio così, insieme anche al suo soprannome, ‘Orso’.

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