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Loris Stival accuse al nonno: ecco perché il suo alibi non potrà mai essere vagliato

Dopo la chiamata in correità del suocero Andrea Stival, Veronica Panarello torna agli ‘onori’ della cronaca, fa parlare di sé e lascia basita l’opinione pubblica, stampa compresa. Dice di essere stata l’amante del padre di suo marito, e gli attribuisce la responsabilità dell’omicidio di Loris. E lo fa a più di un anno dalla uccisone del figlio, “perché avevo paura di ritorsioni da parte sua, temevo che facesse del male anche al mio figlio più piccolo”, questa la sua sconcertante ‘nuova’ versione dei fatti.

La notizia è trapelata venerdì scorso, ma sembra che lei in carcere a Catania, dove è stata trasferita da qualche settimana per essere sottoposta a perizia psichiatrica su richiesta del Gup Andrea Reale, in vista del processo che la vedrà imputata, avesse riferito siffatte informazioni già i primi di gennaio. Interpellata dai magistrati, però, non avrebbe confermato quanto detto alla psicologa.

A Pomeriggio 5 si è parlato del caso, oggi, ed è stato precisato che per scrupolo la Procura potrebbe valutare l’ipotesi di risentire Andrea Stival e la compagna, e la stessa Veronica, al fine sia di cristallizzare l’alibi della coppia che le nuove rivelazioni della detenuta.

Durante la diretta si è inoltre venuti a sapere che tuttavia risulterebbe impossibile – qualora gli inquirenti decidessero di effettuare nuovi accertamenti su Andrea Stival – vagliare al 100% l’attendibilità del suo alibi. Per due motivi: l’area su cui si estende il piccolo paese di Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa, aggancia infatti solo 2 celle telefoniche, quindi i movimenti dell’uomo la mattina del 29 novembre 2014 non potrebbero essere localizzati con assoluta certezza, e un’analisi in tal senso non sarebbe veritiera, giacché tutti i cittadini, trattandosi di un’area ristretta, aggancerebbero le medesime celle anche se collocati in punti opposti del paese.

Come anche ribadito in diversi interventi televisivi dal legale di Andrea Stival, Francesco Biazzo, non esiste nessuna telecamera che abbia ripreso il suo assistito entrare o uscire dalla casa di Veronica Panarello la mattina del delitto. Tuttavia l’unica persona che può confermare che l’uomo fosse in casa fino alle 10,30 (questa la sua versione agli inquirenti) è la sua compagna. Certo è che che il signor Stival e la donna alle 10,30 (lo confermano le telecamere) di quel giorno si trovavano all’interno del negozio Vanity House, situato davanti casa di Veronica, e che del fatto non avrebbero fatto menzione agli inquirenti per via di una “umana dimenticanza”.

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