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Loris Stival, accuse al nonno: Veronica racconta un episodio agghiacciante

Nell’ultimo periodo il piccolo Loris respingeva il nonno, si rifiutava di stare accanto a lui, inspiegabilmente. Lo avrebbe detto Veronica Panarello agli inquirenti nell’interrogatorio dello scorso 19 febbraio, quello dove chiamò in causa il suocero, Andrea Stival, attribuendogli la responsabilità dell’omicidio, e sostenendo che sarebbe stato il suo amante, e che il bambino sarebbe stato strangolato perché, avendoli sorpresi insieme, minacciò di raccontare tutto al padre Davide, nonché figlio di Andrea Stival.

La Panarello per convincere della sua sincerità gli inquirenti, avrebbe fornito dovizia di dettagli e fatto riferimento a specifici episodi in cui a suo dire il suocero rivolgeva “strane attenzioni a Loris”, oltre che a lei. L’indiscrezione è riportata nel nuovo numero del settimanale Giallo: “Mio suocero, oltre che per andare a fare lavori di idraulica, portava con sé Loris anche al mare.
Un giorno, però, il bambino disse di non voler più andare con lui, assumendo atteggiamenti di repulsione nei suoi confronti”.

>>> Leggi l’intervista esclusiva di UrbanPost all’avvocato della Panarello

Non solo, Veronica Panarello avrebbe fatto anche di peggio, raccontando di una presunta sconcertante battuta fatta da Andrea Stival al piccolo Loris: “Ricordo che qualche giorno prima di Ferragosto, mio suocero chiamò Loris per farlo sedere accanto a lui. Il bambino, senza fornire alcuna motivazione, si rifiutò. A seguito di ciò Andrea, tra il serio e l’ironico, esclamò: “Con questa cosa piccola che ti ritrovi che devi fare?”.

Veronica avrebbe interpretato quella battuta del suocero come una chiara allusione ai genitali del bambino, al quale dopo chiese spiegazioni ma senza ottenere risposta. Il piccolo Loris, sempre a detta della Panarello, in quei giorni sarebbe stato molto nervoso, e non avrebbe gradito la presenza del nonno, confidando il suo malessere al papà.

Una ricostruzione aberrante, comunque la si voglia considerare, sia che corrisponda a verità, sia che si tratti di una menzogna della 27enne per alleggerire la sua posizione e scaricare la responsabilità del delitto sul suocero. Ricordiamo infatti che ad oggi, a fronte degli accertamenti della Procura (ancora in corso), non sarebbe emerso alcun riscontro oggettivo delle dichiarazioni della donna.

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