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Loris Stival: la criminologa Bruzzone convinta dell’innocenza del suocero di Veronica Panarello

Non crede al coinvolgimento di Andrea Stival nell’omicidio del piccolo Loris, come peraltro la procura di Ragusa, la criminologa Roberta Bruzzone, che a poche ore dalla seconda udienza del processo con rito abbreviato a carico di Veronica Panarello, è stata intervistata da Intelligonews e ha fatto una analisi dettagliata del caso giudiziario che da quasi 2 anni scuote l’opinione pubblica del nostro Paese.

Per la nota criminologa, infatti, la Panarello “è una persona straordinariamente lucida e capace di mentire da quel che si può percepire a distanza”, e si sarebbe accanita contro il suocero, da lei lo scorso gennaio chiamato in correità nel delitto e occultamento del corpo del piccolo Loris, molto probabilmente “per motivi di risentimento” nei suoi riguardi, al solo scopo di “sfruttare questa terribile vicenda per regolare i conti con lui”.

Per la Bruzzone Veronica Panarello avrebbe ucciso il figlio da sola (“Tutto deporrebbe infatti per l’azione isolata della donna e quindi per la totale assenza di una seconda figura nell’omicidio”), senza la complicità di qualcuno. Avrebbe utilizzato le fascette di plastica da elettricista per strangolare il figlio – e non con un cavo Usb da pc, come invece sostiene la difesa della 27enne – e lo proverebbe “l’ottimo lavoro del medico legale della Procura, dottor Giuseppe Iuvara”, che eseguì l’esame autoptico sul corpo della vittima. “Tutto quello che la donna racconta” – ha precisato la Bruzzone – “sia per ciò che riguarda il delitto che la successiva fase dell’occultamento del corpo, sarebbe smentito da tutte le evidenze finora emerse”.

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