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Loris Stival movente delitto: testimone di qualcosa che non doveva vedere? Parla lo psicologo

Sarebbe da ricercare nella “patologica inversione di ruolo genitoriale” il movente del delitto del piccolo Loris Stival, strangolato la mattina del 29 novembre 2014 nella sua casa a Santa Croce Camerina (Ragusa).

A metterlo nero su bianco nella relazione finale commissionata dal Gup diRagusa, Andrea Reale, lo psicologo Giuseppe Catalfo, perito di parte incaricato da Daniele Scrofani, avvocato del padre di Loris, di analizzare, insieme ad una équipe di psichiatri e psicologi, la salute mentale di Veronica Panarello, madre del bambino accusata dell’omicidio. La donna avrebbe avuto un “rapporto strano” con il figlio Loris che, suo malgrado, si prendeva cura di lei, assumendo quasi il ruolo di un ‘adulto’, e veniva visto da Veronica “più come un padre che come un figlio”. A riportare i contenuti della perizia del dottor Catalfo è il settimanale Giallo.

Loris – si legge su Giallo“avrebbe visto qualcosa, forse un tradimento coniugale”, che se svelato al padre, Davide Stival, avrebbe comportato un disastro affettivo e familiare per la madre Veronica. Per questo la donna lo avrebbe ucciso. Il perito è dunque concorde con gli altri consulenti dell’accusa nel ritenere che la Panarello sia l’unica responsabile dell’omicidio.

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